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Frumat, l’azienda trentina che trasforma gli scarti delle mele in carta, e pelle per scarpe e divani. Tutto da bucce e torsoli (foto)

Uno spettacolare caso di economia circolare. Tutto inizia con il sogno dell’ingegnere Alberto Volcan di riciclare, su scala industriale, gli scarti della filiera agroalimentare

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FRUMAT CARTA E PELLE CON SCARTI MELE

Creare carta, tessuti ed ecopelle dalle bucce e dai torsoli delle mele non solo è possibile ma aiuta anche l’industria locale. A Bolzano, la Frumat riutilizza il 50% degli scarti del frutto dando vita a un esempio virtuoso di economia circolare. L’azienda viene fondata nel 2008con l’idea di trasformare i residui industriali biologici in una nuova materia prima sviluppando, al tempo stesso, dei materiali innovativi con basi biologiche altamente sostenibili. Quei residui, classificati come rifiuti speciali, sarebbero stati altrimenti, depositati in discarica o in parte bruciati.

Quindi, nella città famosa per la produzione di mele e di succhi di frutta, l’ingegnere Alberto Volcan ha pensato di dare una nuova vita agli scarti della produzione agroalimentare convertendoli in nuovi prodotti come carta, cartone, similpelle vegetale e altri prodotti. Tutti i prodotti sono unici nel loro aspetto. Il primo problema era trovare un processo rispettoso dell’ambiente per trasformare quei residui in una materia prima che potesse essere immagazzinata e trovare una tecnica per utilizzarli tutti riducendo al minimo gli sprechi.

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PELLEMELA FRUMAT

L’azienda punta a mantenere uno stretto rapporto con il territorio acquistando la maggior parte delle materie prime da produttori della zona o comunque poco distanti dalla propria sede. In questo modo, oltre alla sostenibilità, Frumat valorizza le risorse e il tessuto economico locali. L’obiettivo è abbattere il più possibile gli sprechi minimizzando l’impatto ambientale della produzione. Dal riciclo delle bucce e dei torsoli è possibile ottenere carta ed ecopelle. Due materie ampiamente utilizzate nell’industria dei beni di largo consumo. Basti pensare alla carta igienica o a quella dei tovaglioli. L’ecopelle ottenuta, invece, è stata ribattezzata “pellemela” essendo ricavata dalle bucce della mela ed è molto versatile. I suoi utilizzi, infatti, vanno dalla produzione delle calzature fino a quello delle poltrone. La commercializzazione è cominciata nel 2015 per il settore della legatoria e nel 2016 per quello della tappezzeria.  

FRUMAT: RICICLARE SENZA SPRECHI

Anche se i materiali ottenuti dal riciclo sono destinati alla produzione di beni di consumo, i prodotti vengono realizzati in base alle quantità richieste dalle aziende clienti. Questo proprio per evitare ogni tipo di spreco. Alcune società partner hanno anche lanciato delle linee ispirate al core business di Frumat come la Biasetti, società di cartotecnica, che ha presentato la linea “melascrivo”, che comprende quaderni, buste e altri articoli, tutti ecosostenibili.
Le caratteristiche tecniche dei prodotti vengono adattare alle esigenze dell’acquirente e le richieste stanno arrivando anche dall’America. Il mercato della bioeconomia nell’Unione Europea vale più di 2 miliardi di euro e l’abbigliamento ecosostenibile ne è sempre più protagonista. Questo spiega il crescente successo di Frumat e gli ampi margini di sviluppo di un business in cui lo scarto diventa una risorsa preziosa per l’azienda e per tutto il territorio.

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