Progetto Salviamo la ciliegia Moretta - Non sprecare
Questo sito contribuisce all'audience di

Salviamo la ciliegia Moretta: preservare la biodiversità per la nostra sicurezza alimentare

Tutelare le diverse varietà per dire addio all’omologazione del gusto: questi i precetti di questo progetto nato con l’intento di recuperare la produzione della più antica varietà di ciliegia di Vignola

Condivisioni

Salvaguardare una varietà tipica del territorio per continuare a tramandare i gusti e i sapori che hanno scritto la storia enogastronomica di un luogo. È questa la missione di un gruppo di contadini e appassionati che, dal 2007, hanno dato vita al progetto “Salviamo la Moretta” proprio per rilanciare la coltura di questa ciliegia, che negli ultimi decenni ha rischiato di scomparire.

PROGETTO SALVIAMO LA MORETTA

La Moretta già nel secolo scorso era denominata la “Regina delle Ciliegie” per la sua dolcezza unica e per i suoi principi nutritivi in grado di avere effetti benefici sulla salute. Negli anni Sessanta venivano raccolte più di 6mila tonnellate di Morette l’anno e la produzione di questa ciliegia rappresentava più di un quarto della produzione dell’area vignolese, nella provincia di Modena.  

La mancanza di raccoglitori capaci, le nuove leggi sulla sicurezza e l’abbandono dei campi da parte dei giovani ha spinto i contadini ad abbattere progressivamente la produzione della Moretta per sostituirla con altre varietà più nuove e più facili da coltivare. E così, dai grandi numeri del dopo Guerra, la produzione della Moretta all’inizio degli anni duemila ha conosciuto un brusco rallentamento: da migliaia di tonnellate annue si è passati ad appena poche centinaia di chili.

LEGGI ANCHE: Pollici verdi a Scampia, nel regno dei clan. I volontari che salvano un parco e fanno comunità 

CILIEGIA LA MORETTA

Il progetto prevede la tutela di questa specie prelibata di ciliegia e incentiva i consumatori a donare cifre di denaro, che vanno dai 20 ai 1000 euro, per piantare alberi di ciliegio Moretta. Il sostegno a questo tipo di coltura è fondamentale perché la produzione di questa varietà è molto lento: l’albero infatti comincia a fare frutti dopo 6 anni dalla piantumazione. L’intento del progetto, tenendo in considerazione queste tempistiche, è investire sul futuro per rendere la ciliegia Moretta non più un frutto destinato a una nicchia di persone, ma accessibile a tutti.

EVITARE L’OMOLOGAZIONE DEL GUSTO

Salvare varietà in via di estinzione evita anche un altro problema: l’omologazione del gusto. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), nel “Rapporto sullo Stato delle Risorse Fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura” stima che, tra il 1900 ed il 2000, il 75% delle colture agrarie siano andate perdute e che tre quarti dell’alimentazione mondiale dipenda da appena 12 specie vegetali e cinque animali.

In questo senso, la diversità genetica delle piante potrebbe andare perduta per sempre, con grave minaccia per la sicurezza alimentare. Questo evidenzia la necessità di mantenere viva la biodiversità e di conservare tutte le specie in via di estinzione, compresa la ciliegia Moretta.

PRESIDIO SLOW FOOD CIGLIEGIA MORETTA

La ciliegia Moretta è stata recentemente denominata “Presidio Slow Food”. Tale denominazione viene utilizzata dal movimento Slow Food per sostenere le piccole produzioni tradizionali che rischiano di scomparire, per valorizzare territori e per salvare dall’estinzione razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta. Inoltre supporta i produttori che si impegnano a non usare prodotti di chimica per il diserbo e li incentiva nell’adozione di pratiche produttive sostenibili.

In Italia ci sono 250 “Presidi Slow Food”, risultato di un lavoro di 10 anni volto a tutelare la biodiversità. La formula utilizzata da Slow Food è “buono, pulito e giusto”: “buono” in riferimento alle proprietà organolettiche dell’alimento, “pulito” relativo alla sostenibilità di un alimento in tutte le sue fasi di lavorazione e, infine, con “giusto” si intende il rispetto dei contadini e dei lavoratori nel settore. Una sostenibilità a 360°, che contrasta l’utilizzo di prodotti chimici, promuove un packaging sostenibile e persegue la giustizia sociale in ambito lavorativo.

Il progetto è in concorso per l’edizione 2019 del Premio Non Sprecare. Per conoscere il bando e partecipare vai qui!

Se il progetto ti è piaciuto condividilo su Facebook, Twitter e Instagram

I PROGETTI IN CONCORSO PER IL PREMIO NON SPRECARE:

Nessun commento presente

Che ne pensi?