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Benzina, in Italia la più cara d’Europa. Il petrolio crolla, ma le tasse salgono

Rispetto al 2008 il costo del barile di petrolio è sceso del 19 per cento, ma le accise sono aumentate del 46 per cento. Con le attuali quotazioni del brent il carburante non dovrebbe costare più di 44 centesimi al litro.

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PREZZI BENZINA IN ITALIA –

Gli automobilisti si aspettavano una buona notizia dal crollo del petrolio, ovvero una parallela diminuzione del costo della benzina. E invece continueranno a restare delusi, ancora a lungo. Pensate che dal marzo 2012, uno dei picchi del costo del petrolio, il barile Brent è sceso del 67 per cento. Con le attuali quotazioni del greggio, alla pompa la benzina non dovrebbe costare più di 44 centesimi, ma il gasolio resta a 1,247 euro al litro, l’importo più alto d’Europa. E il 70 per cento di questa somma va direttamente al fisco. Mentre lo Stato italiano continua ad usare la benzina come un bancomat per fare cassa.

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COSTO BENZINA IN ITALIA –

Nel 2008 le quotazioni del Brent erano attorno a 29 euro e il prezzo medio alla pompa del gasolio era di un euro e 11 centesimi. Oggi, con il costo medio del petrolio attorno ai 30 dollari, il prezzo della nafta è schizzato comunque a 1,247: il 12 per cento in più. Un rincaro da attribuire esclusivamente alle tasse. E per niente sorprendente se si spensa che in sette anni le accise sui carburanti sono cresciute del 46 per cento e il carico dell’Iva è aumentato a sua volta del 21,8 per cento.

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