I licheni misurano la qualità dell’aria

Nascono grazie alla simbiosi tra un fungo e un’alga. Sono considerati preziosi bioindicatori, anche dell’inquinamento e del clima

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I licheni, frutto della convivenza fino alla morte di un fungo con un’alga, crescono spontaneamente ed è facile trovarli sugli alberi, sui laterizi dei tetti e sulle rocce. Non fanno alcun danno alle piante, in quanto non si comportano da parassiti, e invece hanno funzioni fondamentali per l’ambiente e la biodiversità. In particolare  sono tra i migliori indicatori naturali della qualità dell’aria, soprattutto per l’inquinamento da gas e polveri, e funzionano come “sensori biologici” perché assorbono tutto ciò che hanno intorno direttamente dall’aria, senza protezioni. Questa straordinaria caratteristica è dovuta al fatto che i licheni, a differenza delle piante, non hanno radici, non hanno una cuticola protettiva, assorbono acqua e nutrienti direttamente dall’atmosfera. In questo modo, incamerano anche gli inquinanti (come anidride solforosa, ossidi di azoto e metalli pesanti).

Dove nascono

I licheni sono il frutto di un’associazione simbiotica tra un fungo e un’alga, grazie alla quale riescono ad adattarsi in tanti ambienti naturali. Con le sue ife, il fungo estrae zuccheri, carboidrati e composti azotati; le alghe, in cambio, ottengono acqua, minerali e protezione dal possibile disseccamento.

Dove vivono

Dall’Antartide ai deserti: grazie alla loro resilienza, i licheni possono adattarsi a contesti climatici e ambientali profondamente diversi. Uno dei luoghi preferiti per la loro crescita sono le cime alpine, a diversi metri di altezza.  In città, si trovano sui tetti, sui muri, sulle strade e tra i rifiuti di vetro abbandonato. Ovunque si trovino, i licheni rappresentano una specie protetta, con i muschi e le felci. Anche la coltivazione è vietata, salvo un permesso da richiedere, che riguarda però solo alcune specie. 

Tipi di licheni

I licheni possono essere essenzialmente di tre tipi:

  • Fruticoso, con il tallo pendente o eretto e con ramificazioni che creano dei cespugli
  • Foglioso, il tipo più visto. Ha l’aspetto simile alle foglie e non è molto aderente alla superficie dove cresce
  • Crostoso, ovvero molto aderente, al contrario del foglioso, con superficie continua oppure coperta da areole di varia natura

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Specie di licheni

Sono censite 13mila specie di licheni, ma le più importanti sono queste: 

Cladonia rangiferina (lichene delle renne)
È uno dei licheni più importanti delle regioni artiche e subartiche.
Forma grandi tappeti e costituisce una fonte fondamentale di cibo per le renne e i caribù. È quindi cruciale per gli ecosistemi della tundra.

Usnea spp. (barba di bosco)
Include diverse specie pendenti simili a “barbe”.
Sono ottimi bioindicatori della qualità dell’aria: crescono solo in ambienti poco inquinati. Sono molto sensibili a zolfo e metalli pesanti.

Parmelia spp.
Licheni fogliosi molto comuni su tronchi e rocce.
Hanno un ruolo importante nei cicli dei nutrienti e sono tra i licheni più studiati negli ambienti temperati.

Lobaria pulmonaria
Uno dei licheni più grandi e “complessi” delle foreste umide.
È considerato indicatore di foreste vetuste e poco disturbate, quindi ha grande valore ecologico e conservazionistico.

Xanthoria parietina
Molto comune anche in ambienti urbani e costieri.
È tollerante all’inquinamento da azoto, quindi viene spesso usato per monitorare l’impatto delle attività umane.

Evernia prunastri (muschio delle querce)
Diffuso su querce e alberi decidui.
È importante sia ecologicamente sia storicamente (usato anche in profumeria per le sue sostanze aromatiche).

A cosa servono

I licheni sono dei preziosi bioindicatori: possono segnalare l’inquinamento di un intero ambiente naturale. Osservandolo si può stabilire il livello dell’inquinamento e anche i possibili effetti, nel breve periodo, della crisi climatica.

Usi decorativi dei licheni

Alcuni licheni vengono tradizionalmente utilizzati per presepi e diorami naturali (esempio: per fare il muschio per paesaggi), composizioni floreali secche, terrari o decorazioni rustiche

Però bisogna fare molta attenzione: raccoglierli in natura non è sempre una buona idea (e in certi casi può essere vietato):

  • Crescono lentissimamente: anche pochi millimetri all’anno
  • Sono fondamentali per gli ecosistemi (rifugio, cibo, umidità del suolo)
  • Molte specie sono sensibili all’inquinamento e al disturbo
  • In alcune aree naturali protette la raccolta è vietata o regolamentata.

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