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Legge anti-plastica, soldi a cittadini e pescatori che raccolgono bottiglie di plastica. E divieti di vendita per piatti, bicchieri e stoviglie

Le indiscrezioni sui contenuti della legge preparata dal ministro Sergio Costa. Chi non usa la plastica, riceve incentivi e paga meno tasse. Largo anche agli eco-compattatori: inserisci una bottiglia e hai un bonus di un centesimo sulla spesa

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LEGGE ANTI PLASTICA

È una legge che fa ben sperare e potrebbe dare una svolta davvero preziosa alla battaglia contro la plastica, i suoi rifiuti e l’inquinamento che produce. Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha preparato un testo con almeno tre punti che rappresentano un cambiamento molto importante. Un cambiamento, ricordiamolo, imposto da una direttiva dell’Unione Europea, in base alla quale entro il 2021 nei paesi dell’Unione dovranno cessare le produzioni di materiali come piatti, bicchieri, cannucce e cotton fioc. Insieme questi oggetti di plastica valgono il 70 per cento dei rifiuti marini.

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NORME ANTI PLASTICA IN ITALIA

Quali sono le norme più interessanti e anti-spreco che Costa intende introdurre? Eccole, sulla base delle indiscrezioni che abbiamo raccolto. La prima è il divieto di utilizzare qualsiasi oggetto di plastica usa-e-getta. Stoviglie, piatti, bicchieri, posate, e appunto cannucce e cotton fioc. Qui il meccanismo avrà due facce. Da un lato il divieto, con le relative multe, e dall’altro i premi, con riduzioni fiscali, a favore dei cittadini che sapranno finalmente liberarsi dalla plastica.

Il ministro e il governo farebbero bene a guardare con molto favore ciò che ormai è avvenuto in alcune isole italiane, dalle Tremiti in Puglia a Lampedusa, Linosa e Malfa in Sicilia: qui sono stati i sindaci a spingere sull’acceleratore con ordinanze per rendere i loro comuni “plastic free”. Ovvero luoghi dove la vendita degli oggetti di plastica più inquinanti e più pericolosi per il territorio è chiaramente vietata. Questi comuni, questi sindaci, non vanno lasciati soli, ma vanno incentivati con politiche fiscali governate dal centro ed estese quanto più è possibile in tutte le regioni. la strada giusta è sempre quella: chi produce meno rifiuti deve pagare meno tasse. E lo stesso vale per chi riesce a rinunciare alla plastica. 

Una seconda novità della legge anti-plastica riguarda la collaborazione con i pescatori. La metà di quanto viene raccolto dalle reti di pesca sono oggetti, o residui, di plastica. Che poi i pescatori, a loro volta, gettano di nuovo a mare. Anche perché l’ottusa burocrazia lo impone: i pescatori non sono trasportatori di rifiuti e allora non possono fare altro che buttare nuovamente a mare la spazzatura di plastica raccolta con le loro reti. Con la nuova legge, invece, i pescatori potranno portare direttamente i rifiuti di plastica raccolti alle isole ecologiche, ricevendone in cambio un bonus in denaro. La collaborazione con i pescatori potrebbe essere preziosa per dare una ripulita ai nostri mari, e in ogni caso questo percorso triangolare pescatori-amministrazioni locali – governo va rafforzato per riciclare la plastica finita in mare.

PER APPROFONDIRE: Isole Tremiti no plastic. Fuorilegge stoviglie, bicchieri e contenitori. Stessa cosa a Lampedusa e Linosa

ECO COMPATTATORI PLASTICA

Infine, la legge prevederà la possibilità di mettere, anche qui con un sostegno pubblico, piccoli eco-compattatori che ingoiano le bottigliette di plastica e in cambio danno al consumatore un bonus (un centesimo per ogni bottiglietta) da spendere in un network di negozi e supermercati convenzionati. Un apparecchio mangiaplastica costa tra i 6 e gli 8 mila euro, e i comuni non hanno questi soldi. Qui devono intervenire i privati, con la rete delle associazioni sul territorio, e procedere alla raccolta di fondi, anche con il crowdfunding, da destinare ad hoc per gli eco-compattatori. Dove già funzionano, i risultati sono entusiasmanti: migliaia di bottiglie di plastica raccolte e riciclate ogni giorno, e bambini che si danno da fare per raccogliere ovunque le bottigliette e poi andare a comprare il gelato. E anche in questo caso c’è una triangolazione virtuosa che va portata avanti, tra il governo, le amministrazioni locali, e le associazioni dei consumatori e dei cittadini. L’alleanza giusta per vincere non una battaglia, ma la guerra contro la plastica. 

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