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Le vacanze degli italiani: al cellulare

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Nel borsello delle vacanze 2011 di italiani, europei, mediorientali e africani ci sono almeno due oggetti tecnologici di cui nessuno riesce a fare a meno: il primo è il cellulare, e il secondo è o un computer portatile, o il cellulare di lavoro, o il navigatore satellitare. A scendere, è probabile trovarvi i nuovi netbook sottili e leggeri e le tavolette stile iPad. E come se non bastasse, se nessuno riesce a rinunciare a portare il telefonino con sé, solo un italiano su 5 è ligio all’etichetta e si ricorda di azzerare la suoneria in treno o cerca di non disturbare il vicino.

CICALECCIO – C’è dunque un popolo di cicale rumorose e distratte che si sta spostando verso le località di vacanza, tra le onde elettromagnetiche, le suonerie, i jingle di accensione e spegnimento, le sveglie programmate e dimenticate, i carica batterie, le cover, gli auricolari. Se tutti gli italiani insieme potessero permettersi di partire, ci sarebbero addirittura 80 milioni di dispositivi mobili in giro per lo Stivale. Un gran cicaleccio.

MALEDUCATI – Secondo la ricerca di Intel, svolta con Redshift Research su 17 Paesi dell’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), dove sono state intervistate circa mille persone per nazione, Italia inclusa, la capillare diffusione dei dispositivi mobili va a braccetto con atteggiamenti maleducati nell’utilizzarli. E gli italiani, sebbene si considerino mediamente educati, interrogati sulle loro abitudini dimostrano di rispettare poco il bon ton e le regole di sicurezza. Continuano infatti a mandare sms mentre guidano (talvolta anche e-mail), a scegliere suonerie invadenti, a rispondere a una chiamata o a un messaggio anche mentre stanno parlando faccia a faccia con qualcuno, e addirittura a dedicarsi al cellulare mentre sono in camera con il loro partner. C’è anche chi arriva a esagerare tanto da dichiarare che rinuncerebbe a vedere l’innamorato o a fare la doccia per una settimana pur di avere un cellulare con sé. Ma per fortuna si tratta solo di 4 italiani su 100.

E UN PO’ ANSIOSI – Questo bisogno continuo di telefonino e connessioni risponde anche all’ansia di essere sempre connessi per tenere sotto controllo la propria reputazione e la propria immagine: almeno un italiano su dieci controlla il suo profilo su Facebook una volta all’ora e il 68% dei connessi lo fa una volta al giorno. La percentuale aumenta tra le donne, più attente alla propria immagine, reale e virtuale, e dunque più attive sui social network e nel mantenere le relazioni sociali attraverso cellulare e netbook. Ma su un punto tutti gli italiani sono concordi (e somigliano, in questo, ai cugini francesi): niente Facebook e computer portatili a tavola. A pranzo e a cena si guarda solo quel che si ha nel piatto.