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La giornata mondiale dellacqua: nel mondo manca, e noi la sprechiamo

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Il 22 marzo si celebra la giornata mondiale dell’acqua, su iniziativa dell’Onu. E purtroppo lo scenario globale, su una risorsa attorno alla quale si scatenano guerre secolari, è in peggioramento. Un abitante su quattro, nelle città del mondo, vive senza adeguati servizi igienico-sanitari; 497 milioni di persone hanno bagni e cucine in comune (erano 249 milioni nel 1990); il 27 per cento della popolazione dei paesi in via di sviluppo non ha accesso alla rete idrica da casa propria; i poveri pagano fino a 50 volte in più per un litro di acqua rispetto ai vicini ricchi. Un quadro che rischia di deteriorarsi  in seguito al fatto che la popolazione mondiale andrà sempre più concentrandosi nelle grandi aree urbane, con punte fino al 95 per cento in Africa e in Asia.

Ma se nel Sud del mondo l’acqua manca, noi invece continuiamo a sprecarla. L’Italia, per esempio, è uno dei più importanti consumatori di acqua, 92,5 metri cubi pro capite rispetto a 85 metri cubi della media europea. Abbiamo i rubinetti sempre aperti, anche quando non serve, per i nostri consumi domestici e siamo, allo stesso tempo, i terzi consumatori al mondo di acqua minerale, dopo il Messico e l’Arabia Saudita. Infine, lo spreco nel sistema delle forniture. Il 47 per cento dell’acqua viene persa per problemi nella rete delle condutture. E nelle regioni del Sud per ogni 100 litri di acqua erogati dagli acquedotti, 80 vanno dispersi. Siamo degli spreconi di acqua potabile, eppure ne abbiamo tanta laddove nel mondo manca.