L'importanza dei bar: ci fanno sentire tutti meno soli - Non sprecare
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Quanto ci mancano i bar, e non solo per il caffè. Ne abbiamo bisogno per sentirci meno soli

Frequentati abitualmente dal 70 per cento degli italiani, danno ossigeno alle nostre relazioni. E ogni bar ha un’anima, una sua comunità e una sua identità. Da proteggere

Beati i calabresi. Possono andare al bar, consumare e sedersi ai tavolini all’aria aperta: hanno avuto il via libera dall’amministrazione regionale. Non vogliamo metterci in fila con le centinaia di pressioni per le riaperture, e chiediamo solo scelte razionali e responsabili, ma una cosa è certa: i bar ci mancano. E mancano alla grande maggioranza degli italiani (sono frequentati abitualmente dal  70 per cento, secondo l’Istat).

IMPORTANZA DEI BAR

Forse si può avere più coraggio, e dare un’accelerazione alla riapertura di questi locali così vitali, magari consentendola a macchia di leopardo, nelle diverse zone d’Italia. In fondo, la situazione del coronavirus non è la stessa tra Catanzaro e Milano, tra Bergamo e Palermo, tra Parma e Napoli.  Per quale motivo non bisogna tenerne conto in un piano graduale di riaperture?

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APERTURE BAR CORONAVIRUS

Il bar ci manca non tanto per il caffè e il cappuccino (in tanti si sono organizzati per garantire la consegna a domicilio anche durante la fase più critica della pandemia), quanto per il luogo in sé stesso. Il bar ha un’anima, una sua comunità, un’identità. Abbiamo bisogno di riprenderla nelle nostre mani: è vita quotidiana. Ossigeno per le nostre relazioni, quelle che si sono spente o ristrette per effetto del lungo «restare a casa», e termometro degli umori che ci circondano.

I BAR IN ITALIA

Senza i bar, 150mila in tutta Italia, non si spengono soltanto le insegne di un pezzo portante della civiltà italiana ed europea, ma siamo tutti più soli. Senza il bar la vita quotidiana è ancora sprofondata in un abisso buio, dove la normalità è solo una chimera. E dove il nostro umore non può che peggiorare.

IL NOSTRO SPECIALE SUL CORONAVIRUS:

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