Importanza delle abitudini - Non sprecare
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L’importanza e la forza delle abitudini. Sono loro che governano le nostre vite

Una zona del cervello regola e radica in ciascuno di noi alcuni comportamenti automatici. Senza però fare differenza tra buone e cattive abitudini. E per eliminare le cattive servono, in media, 66 giorni

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IMPORTANZA DELLE ABITUDINI –

Tutti viviamo di abitudini. Anche gli uomini e le donne più irrequieti, irregolari e poco propensi a uno stile di vita regolare, hanno una “zoccolo duro” di abitudini incorporato nel loro quotidiano. Le abitudini, che spesso censuriamo o consideriamo un segno di debolezza e di staticità, in realtà sono forti e ci danno forza. Ancora i nostri comportamenti a degli automatismi che sono molto utili. Per esempio a non sprecare tempo, energie, pensieri.

Immaginate una delle abitudini più banali, lavarsi i denti ogni mattina: la nostra vita diventerebbe peggiore, e non di poco, se ogni mattina dovessimo riorganizzare mentalmente i nostri pensieri per ricordarci di lavare i denti e poi per farlo.

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IMPORTANZA DELLE BUONE ABITUDINI –

D’altra parte le abitudini non solo governano le nostre vite, ma fanno parte della nostra natura umana. Al punto che gli scienziati stanno indagando con sempre maggiore intensità sulla zona del cervello che consente di radicare le abitudini, ovvero quei comportamenti che la scienza definisce come azioni, spesso perfino inconscie, che si ripetono in situazioni e contesti specifici. Ma il cervello, che fa tanti miracoli, non ha la capacità di discernere e di discriminare tra buone e cattive abitudini. E qui scattano la nostra volontà e la nostra responsabilità, ovvero le doti essenziali dell’uomo che può essere sempre e comunque più forte anche delle fortissime abitudini.

Il cervello, per capirci, si regola allo stesso modo per chi ha l’abitudine a mangiare sano, come per chi è un fumatore incallito; per quanti, di regola, pronunciano le parole “grazie” e “mi scusi”, e per quelli che invece sono maleducati, e non conoscono le virtù della gentilezza, in ogni approccio con gli altri. Gli scienziati, nel ricordarci che le abitudini aiutano anche a dare una bussola, una rotta, alla nostra vita (ovviamente se riusciamo a privilegiare quelle buone ed a eliminare quelle cattive), vanno oltre e quantificano la forza di resistenza e la genesi delle abitudini.

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LA FORZA DELLE ABITUDINI –

Partiamo dalla seconda. Il 40 per cento dei nostri comportamenti quotidiani è dettato dalle abitudini. In pratica, circa la metà della nostra vita è regolata da quella parte del cervello dove appunto si sedimentano comportamenti automatici. Ancora: l’abitudine ci rende più efficienti, rispetto alla cosa, al gesto, all’azione, che ripetiamo, ma poi dobbiamo fare i conti con l’ingresso dei virus delle cattive abitudini. Alcuni fattori che le alimentano sarebbero l’eccessiva tendenza a correre rischi e il perfezionismo, cose di cui abbiamo parlato sul nostro sito.

Quanto alla resistenza, in questo caso il problema si pone quando abbiamo l’obiettivo di eliminare una cattiva abitudine, le ricerche scientifiche più recenti hanno aggiornato il tempo necessario per farcela. Fino a qualche tempo fa si pensava che bastassero 21 giorni esatti, al massimo, per liberarsi di una cattiva abitudine, adesso lo psicoterapeuta Richiard O’Connor, autore di fortunati saggi sulle abitudini, ha spostato il limite del tempo necessario a una media di 66 giorni. Con singoli casi dove si va dai 18 ai 254 giorni.

Io sto cercando, con tutte le forze, di rinunciare completamente alla cattiva abitudine di fumare. Sono sceso da una ventina di sigarette al giorno, specie quando scrivevo, a non più di due o tre. Ma è passato un anno, non ho azzerato il fumo, e sento ancora dentro di me una grande paura: di riprendere alla grande. Le cattive abitudini, infatti, è più facile perderle che non riprenderle. Per fortuna lo stesso avviene anche per le buone.

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