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Immigrati come risorsa, Italiani scettici

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Gli italiani sono scettici nei confronti dell’immigrazione. Più della metà teme che la presenza di stranieri contribuisca all’aumento della criminalità, e non fa distinzione in questo tra regolari e clandestini. Come avviene negli Stati Uniti e in Spagna, anche se in misura minore, la maggioranza degli italiani ritiene inoltre che gli stranieri rappresentino una «zavorra fiscale», traendo più benefici in termini di servizi sanitari e sociali rispetto al loro contributo in tasse. Allo stesso tempo però, più la metà degli italiani è favorevole a concedere il diritto di voto ai regolari e il 65% guarda con ottimismo alle seconde generazioni e al loro livello di integrazione.

LAVORO, POCHE PAURE – Non solo: due connazionali su tre non credono che gli immigrati portino via il lavoro ed è anche politicamente maturata ormai da tempo la consapevolezza dell’esistenza di una significativa richiesta di mano d’opera immigrata. È questa la fotografia scattata dal rapporto «Transatlantic Trends: Immigration 2010», presentato a Roma. Curato dall’Istituto Affari Internazionali e realizzato dal German Marshall Fund degli Stati Uniti e dalla Compagnia di San Paolo, insieme ad altri partner, lo studio mostra come stia cambiando l’atteggiamento di nordamericani ed europei nei confronti dell’immigrazione e in che misura le posizioni dei partiti sull’immigrazione influenzano le intenzioni di voto.

L’ITALIA – Negli otto Paesi analizzati (Stati Uniti, Canada, Francia, Spagna, Italia, Olanda, Gran Bretagna e Germania) è stato intervistato un campione casuale di mille intervistati dai 18 anni in su. In tutti gli Stati presi in esame l’immigrazione è ancora considerata come un problema piuttosto che come una opportunità. Il 56% degli italiani ritiene che gli immigrati regolari contribuiscano all’aumento della criminalità e i numeri cambiano poco se si parla di clandestini (57%). Quanto ai musulmani, però, il nostro Paese si mostra meno «preoccupato» di altri e il 37% degli intervistati afferma che gli stranieri di religione islamica sono «bene o molto bene integrati».

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LAVORO E CRISI – Quanto al lavoro, in Italia la manodopera immigrata è vista come necessaria alla luce anche del basso tasso di natalità e del fatto che il 20% della popolazione ha più di 65 anni. Negli ultimi anni il governo ha quindi rilasciato centinaia di migliaia di visti per motivi di lavoro e l’opinione pubblica pare convinta che gli immigrati rappresentino una forza lavoro complementare per il Paese. Un dato che assume un significato maggiore se si considera che lo studio è relativo al 2010 e quindi influenzato dalla crisi che ha colpito l’economia mondiale. Il rapporto ha inoltre evidenziato che gli italiani sono i meno preoccupati della concorrenza degli immigrati nel mercato del lavoro: più di due terzi (69%) non ritengono che gli immigrati portino via posti di lavoro agli italiani e tre quarti della popolazione (76%) afferma che gli immigrati vengono impiegati per mansioni che non potrebbero essere svolte altrimenti. Se si volge lo sguardo al lungo periodo, tuttavia, gli italiani non sono certi di voler far fronte alla mancanza di manodopera locale attraverso l’immigrazione: la maggioranza (49%) si dice contraria a incoraggiare l’immigrazione per motivi di lavoro nonostante la popolazione locale continui ad invecchiare.