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Il mondo dei ragazzi Millennials: hanno meno vizi rispetto alla generazione dei genitori

In America i consumi di eroina e cocaina sono ai livelli più bassi dal 1975, merito della nuova filosofia di vita dei Millennials. Crollano i ragazzi fumatori, e aumentano i giovani che non fanno sesso da minorenni. Quanto all'Italia...

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IL MONDO DEI MILLENNIALS –

Il conflitto generazionale, quello che prende forma nell’eterno scontro tra figli e genitori, non si è mai placato, anzi sopravvive e riemerge sempre sotto nuove sembianze. E dall’America, che rappresenta uno straordinario laboratorio sociale in grado di anticipare le tendenze e i cambiamenti nelle società occidentali, arrivano dati clamorosi, e sotto un certo punto di vista perfino stupefacenti. Secondo le ultime indagini del National Institute on Drug Abuse , la generazione dei Millennials americani (i ragazzi nati tra il 1980 e il 2000) sta mettendo a tappeto quella dei Baby Boomers ( genitori e perfino ormai nonni, nati negli anni del boom economico e cresciuti nel periodo della contestazione) sul versante più imprevisto: la qualità dei comportamenti, dell’educazione, degli stili di vita. E il contestuale rigetto di trasgressioni, un tempo simbolo di emancipazione e di libertà, e oggi considerate sempre meno autentiche e più pericolose.

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FILOSOFIA MILLENNIALS –

I numeri dicono, per esempio, che i consumi di eroina e cocaina in America sono ai livelli più bassi dal 1975. I fumatori sono crollati dell’11 per cento soltanto nell’ultimo anno, e risultano ai minimi nel diagramma che analizza l’uso di sigarette nell’ultimo quarto di secolo. Diminuiscono, tra i Millennials degli Stati Uniti, perfino i consumi di alcol, di marijuana sintetica (la micidiale super cannabis), di antidolorifici e analgesici usati dai ragazzi come antidepressivi. Alla maggioranza dei ragazzi non piace il sesso da minorenni, e quella tendenza così cara alla generazione dei Baby Boomers a “sballarsi” ed a “spassarsela” in forme e modi anticonvenzionali, è giudicata dai Millennials come una sorta di grande e inutile ipocrisia. Tutto bene, dunque, si chiedono gli scienziati americani di pedagogia e di sociologia? Fino a un certo punto. Analizzando da vicino i dati delle diverse ricerche che fotografano i nuovi comportamenti dei Millennials, rispetto a quelli dei Baby Boomers, si scopre che la caduta verticale dei consumi di droga e alcol è accentuata nei figli di genitori autoritari, che fanno il loro mestiere al limite della massima severità. E sottotraccia questa generazione dei Millennials americani sta esprimendo una sorta di rottura, molto forte, proprio con quegli stili di vita dei genitori, che tra spinelli e alcol, sognavano, o immaginavano, il nuovo Nirvana del mondo. È come se i figli dicessero ai padri, in coro: Io non ho bisogno delle tue trasgressioni per diventare uomo, e da grande sarò molto diverso da te.

MILLENNIALS AMERICANI –

Fin qui l’America con il vento delle sue interessanti novità. E l’Italia? Il mondo dei Millennials italiani non è molto diverso da quello dei coetanei americani. Gli ultimi dati del Dipartimento per le politiche antidroga (Dpa), che tra l’altro è stato molto ridimensionato dal governo di Matteo Renzi, ci segnalano anche in Italia un crollo dei consumi, specie nelle nuove generazioni, di eroina e cocaina. Negli anni Novanta, nel nostro Paese, morivano più di mille ragazzi l’anno per droga, adesso siamo a circa un terzo di vittime, mentre resta molto alto solo il consumo di super cannabis, anche per effetto di una sorta di liberalizzazione strisciante avvenuta in Italia. Anche i giovani che muoiono per incidenti stradali, a causa di alcol e stupefacenti, sono crollati, come avvisa la Polizia stradale, e semmai fa paura e spaventa l’aumento raccapricciante di ragazzi vittime del cattivo uso, durante la guida, di smartphone e cellulari. Stesso discorso per il fumo. I Millennials italiani, in generale, non amano le sigarette, e i dati dell’Istat sul fumo di sigarette in Italia sono molto interessanti per capire il cambiamento in atto. La percentuale più alta di fumatori incalliti si concentra nella fascia di età tra i 55 e i 65 anni (siamo nella generazione Baby Boomers), mentre la diminuzione dei fumatori nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni ( e qui siamo nella generazione dei Millennials) marcia a un ritmo del 6 per cento l’anno.

MILLENNIALS ITALIANI –

I Millennials italiani, come i ragazzi americani, sono molto attenti all’ambiente, alla vera sostenibilità, alla lotta contro gli sprechi, alla salute, al benessere, alla buona qualità della vita. E non sono affatto “sdraiati”, come qualche autorevole genitore della generazione Baby Boomers vorrebbe far credere, semmai sono nauseati dal nanismo della politica in versione nazionale. E allora dove sta la differenza con i coetanei americani? Nell’organizzazione del conflitto con i genitori, che in Italia è molto più sfumato, forse anche per effetto del nostro, congenito familismo, spesso amorale. Il professore Massimo Ammaniti, che nella sua esperienza professionale ha incontrato diverse generazioni di ragazzi, ha scritto un libro breve ma illuminante sull’argomento: La famiglia adolescente (edizioni Laterza). Qui è spiegato benissimo il corto circuito, tutto italiano, del (non) conflitto tra padri e figli che condividono una dimensione irreale di adolescenza. I genitori tornando indietro si truccano da amiconi dei figli e abdicano al loro ruolo naturale, autorevolezza compresa; i figli non crescendo, restano inchiodati in questa dimensione liquida della vita. Dove il tempo presente detta legge, e il futuro rischia di essere solo una bolla di paura.

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