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Hydronet, le barchette robot che combattono l’inquinamento

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Meno di due metri per 80 chili, abili fino a mare forza 3 e vento a 10 nodi, operative fino a 15 chilometri lungo i fiumi e a 20 sulla costa, con campionamenti fino a 50 metri di profondità. Sono le caratteristiche delle ‘barchette’ robotizzate del progetto ‘Hydronet’ della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che oggi è stato presentato a Livorno e durante la prossima settimana sarà sottoposto alla revisione conclusiva da parte della Commissione Europea.

Il progetto è stato coordinato dalla scuola Sant’Anna e svolto quasi interamente a Livorno, al Polo di ricerca delle tecnologie per il mare e la robotica marina, allo Scoglio della Regina, e vi hanno partecipato cinque istituzioni pubbliche di Italia, Svizzera, Slovenia e Israele e cinque aziende private (due italiane, una russa, una norvegese e una slovena). La ‘flotta’ è formata da 3 natanti e 5 boe ed è in grado di navigare anche in laghi e lagune. Nell’ultimo anno di progettazione, alla quale hanno collaborato circa 30 persone, in particolare sono state integrate negli scafi parti meccaniche, fluidiche ed elettroniche e i software necessari per controllare i robot. I sensori miniaturizzati sono capaci di rilevare diversi inquinanti: cromati, cadmio, mercurio, petrolio, idrocarburi. In ogni ambiente l’obiettivo della flotta robotizzata è anche quello di localizzare la sorgente inquinante.

Il Comune di Livorno, intanto, ha ufficializzato che nei prossimi mesi partiranno i lavori di riqualificazione della struttura principale dello Scoglio della Regina che diventerà una delle sedi del Polo di Logistica e Robotica marina, sede della Capitaneria di Porto e del Centro Interuniversitario di biologia marina. Il costo complessivo dell’operazione, che rientra nei progetti europei Piuss, sarà di oltre 7 milioni di euro.