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Gli sperperi della Croce Rossa

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Continua a piovere nel Veneto? Niente paura, arrivano gli ombrelli della Croce Rossa Italiana. Due le versioni: pieghevole con custodia e tradizionale con manico in legno e apertura automatica ma senza custodia. Siete di memoria scarsa? Ecco 15 mila set composti da memo e bigliettini removibili tipo post it, completi di custodia in pvc nera. E ancora: i ricercatori italiani sono in crisi? Ci pensa sempre la Croce Rossa italiana con 15 mila penne a sfera, impugnatura in gomma e meccanismo a scatto e tre diverse versioni: blu, verde e giallo. Ovvio che il bianco e rosso tipico della Cri è stato abbandonato.

Per favore non fate leggere questo articolo al ministro per le Finanze, Giulio Tremonti. Probabilmente tra i tanti tagli deve essere sfuggito qualcosa perché mentre il Paese stringe la cinghia, il romanissimo Comitato centrale della Croce Rossa Italiana si prepara a spendere 100 mila euro per l’acquisto di improbabile “materiale tecnico di propaganda”, destinato ai donatori di sangue. Oltre agli ombrelli, l’Ente ha in previsione di stoccare in magazzino anche 15 mila bloc notes comprensivi di penna, altrettanti portachiavi con apribottiglie (per i donatori potrebbe essere un messaggio del tipo: il vino fa sangue), 500 portapenne, 500 borse a tracolla. Può bastare? No, perché nella gara che scade oggi, la Cri ha deciso anche di includere 10 mila introvabili evidenziatori e 30 ultrapreziosi kit per scrivere, composti addirittura di due penne.

Ma la Croce Rossa non è nuova a sperperi. Quello dei cadeax da destinare ai volontari è un settore di spesa che non trova mai fine. La riprova è sul sito internet, dove la sezione cri-shop è un fiorire di idee utili e introvabili con macchinine, tazze da caffé ad 8 euro, pen drive da 15 euro, favolose carte da gioco acquistabili a 10 euro. Insomma,   una delle tante iniziative con le quali qualche genio del marketing ha deciso che si può promuovere l’immagine facendo anche qualche soldo. Ovvio che i risultati del merchandising sono coperti da segreto.

Ma torniamo a penne e ombrelli ed evidenziatori ufficialmente destinati ai donatori di sangue. L’acquisto è stato deliberato lo scorso 20 ottobre con una procedura ristretta e spedito ad un elenco di fornitori di fiducia. L’ufficio acquisti ha quindi inviato alle ditte del settore le richieste di preventivo, i cui termini di presentazione scadono oggi. Per buona pace del Servizio Provveditorato, Affaritaliani è entrato in possesso della documentazione in modo casuale: i fogli della descrizione sono stati gettati in prossimità di un cestino sotto la sede di via Ostiense 129. Neanche dentro.

Che i conti della Croce Rossa non tornino lo sa bene anche il commissario straordinario Francesco Rocca. Nominato nel 2008 dal Governo con il compito di mettere la parola fine ad una serie infinita di commissari che si sono alternati dal 1980, Rocca, che di professione fa l’avvocato ed era già uomo Cri come responsabile di un dipartimento, è transitato grazie ad Alemanno per il Comune di Roma come dirigente delle Politiche Sociali e alla fine ha sostituito Maurizio Scelli. Per lui la Croce Rossa no ha segreti da quando era commissario dell’ospedale Sant’Andrea. Commissario quasi di professione, Rocca è alle prese con una missione impossibile: risanare un bilancio storicamente in crisi con circa 100 milioni di euro di perdite ogni anno; dare un futuro alle migliaia di precari in attesa di stabilizzazione e mantenere i livelli di servizio ed efficienza che hanno fatto della Croce Rossa Italiana un fiore all’occhiello. Un fiore all’occhiello? Ecco un’idea utile e introvabile che potrebbe essere presa in considerazione per il prossimo bando d’acquisto.
Come sempre Affaritaliani ha cercato di contattare il dottor Rocca o l’Ufficio Stampa della Croce Rossa per dare spazio ad eventuali repliche.