Io sono Pablo e qui sto bene - Non Sprecare
Questo sito contribuisce all'audience di

A Roma taxi solidali per persone con autismo. Che possono muoversi in sicurezza e autonomia

Si chiama "Io sono Pablo e qui sto bene", ed è un progetto di mappatura di luoghi e servizi autism-friendly, tra cui, appunto, i taxi. Chi aderisce all'iniziativa espone un adesivo ed è tenuto a rispettare un protocollo di accoglienza e gentilezza rafforzate per la clientela affetta da autismo

Una semplice corsa in taxi per molti è affare quotidiano, una delle tante abitudini della routine. Ma per altri, prendere il taxi per spostarsi significa autonomia ed è un occasione di movimento in città che altrimenti sarebbe molto ridotta. Da questa riflessione, e dall’attenzione alle tematiche sociali legate alla mobilità,  è nato “Io sono Pablo e qui sto bene”, un bel progetto solidale e inclusivo progettato specificatamente per le persone con disturbi dello spettro autistico. 

LEGGI ANCHE: In moto nonostante l’autismo, Michele ha vinto la sua sfida ed è diventato un campione (foto)

IO SONO PABLO E QUI STO BENE

Io sono Pablo e qui sto bene è anche un progetto di mobilità destinato a persone con autismo, che ha l’obiettivo di promuoverne l’autonomia e l’integrazione, consentendogli di sentirsi a proprio agio nei luoghi che frequentano e in quelli di pubblica utilità, come i taxi. Il progetto di una mobilità autism-friendly è stato sviluppato in collaborazione con Samarcanda Taxi, cooperativa molto attenta alle problematiche sociali, con i Municipi di Roma Capitale e con l’associazione Tutti Taxi Per Amore, nata da un gruppo di tassisti che organizzano eventi e iniziative a sfondo solidale.

Nella sostanza il progetto è inserito nel ramo “mobilità” di una più ampia iniziativa di mappatura dei luoghi di Roma accoglienti per le persone con disturbi dello spettro autistico, che prevede un particolare protocollo di accoglienza e cura. Anche una corsa in taxi, infatti, può generare paura o diffidenza, quindi basta soltanto, nel momento della chiamata o della prenotazione tramite app, informare tassisti ed operatori delle difficoltà e lentezze verbali che una persona autistica può avere, dopodiché starà al personale avere pazienza e a assicurarsi che il cliente autistico abbia capito il numero del taxi, dove lo aspetta ed il tempo di arrivo, avendo una conversazione paziente, consapevole ed accogliente. Nel protocollo, inoltre, è previsto che il conducente sia semplice nelle domande e molto gentile, chiedendo in maniera chiara la destinazione, come la persona preferisce pagare e, eventualmente, un recapito di un genitore o un parente per dare maggiore fiducia a chi usufruisce dalla corsa.
Sulle vetture aderenti, così come negli esercizi commerciali, vengono esposti gli adesivi del progetto, così da rassicurare maggiormente le famiglie e i passeggeri.

PER APPROFONDIRE: Bambini autistici, una mamma spiega ai compagni di scuola come parlare a suo figlio

TAXI SOLIDALE AUTISMO

Per mappare i taxi e i luoghi amici delle persone con autismo, poi, si può scaricare anche la app Ciao Amici, nata proprio nel tentativo di rendere semplice e intuitivo il networking tra negozi, locali e servizi autism-friendly. L’obiettivo, è quello di fare rete con altre famiglie di ragazzi e ragazze autistici e altre esperienze simili, partendo dalla vicenda biografica, dalle proprie difficoltà e dai propri successi per metterli a disposizione di chi vive la stessa condizione.”Io sono Pablo e qui sto bene” nasce infatti proprio da un vissuto personale, quello di Pablo, ragazzo autistico che ha sempre e da sempre voluto lottare per la propria indipendenza e la propria autonomia di movimento, supportato da due genitori, Alessia Condò e Karl Diemunsch, che non si sono mai arresi davanti alle maggiori difficoltà che loro figlio incontrava, dall’andare a scuola da solo al comprare il gelato, fino ad arrivare a viaggiare da solo con i suoi amici, superando ogni giorno i limiti dettati dal disturbo dello spettro autistico. Il viaggio di Pablo con i suoi amici di infanzia verso la Spagna del Nord è stato raccontato in un bellissimo documentario dalla regista Antonella Rossi:tutti in vecchio pulmino rosso del 1992 a GPL e benzina in giro per l’Europa a fare surf, partendo proprio da Roma, città natale di Pablo. Raccontando un viaggio spensierato, autonomo, libero e pieno di condivisione, parola che non si associa mai all’autismo. Il documentario è stato premiato nel 2019 con l’Oscar dello Sport del CONI.

(Immagine in evidenza e video a corredo del testo tratti dalla pagina Facebook di Io sono Pablo e qui sto bene)

STORIE SOLIDALI:

 

 

Shares