Fisco italiano complicato - Non sprecare
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Il fisco crudele e costoso, quando ci chiede di rispettare una valanga di scadenze. Ognuno promette di semplificare, ma poi si scopre che tutto si complica …

Solo per le scadenze Iva ci sono 13 appuntamenti da rispettare in un paio di mesi. Aumentano documenti, codici tributari, e il calendario delle scadenze si allunga sempre. L'incredibile storia delle tante tassi inutili, un bel campionario di assurdità

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FISCO ITALIANO COMPLICATO

Mettetevi un attimo soltanto nei panni di una famiglia che ha una semplice attività commerciale, gestita con il lavoro a rotazione di genitori e figli, per esempio un piccolo bar, come ne conosciamo e ne frequentiamo tanti. Questi signori, se vogliono essere onesti con il fisco, pagare il dovuto in termini di tasse, fare cioè i bravi cittadini, si ritrovano ogni mese, ogni settimana, e quindi ogni giorno, con le mani nei capelli. Avviliti non solo dall’alta pressione fiscale, talvolta insostenibile, ma innanzitutto da una valanga di scadenze da rispettare e di documenti da predisporre. Uno spreco assurdo di tempo, di soldi e anche di voglia di essere a posto con la coscienza e con i doveri del contribuente. Un discorso che vale per una buona fetta del “popolo della partita Iva”, dove ci sono tanti, tantissimi italiani che tutti i giorni tirano la carretta. E poi devono fare la doppia fatica di riuscire a rispettare tutti gli obblighi fiscali previsti da vagonate di norme, sempre in movimento, cioè sempre pronte a cambiare.

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FISCO ITALIANO

Pensate: soltanto tra i mesi di febbraio e aprile, quando per i contribuenti ci sono alcuni appuntamenti con l’Iva, le scadenze da rispettare sono tredici. Avete capito bene, 13! Ossia, circa 2 alla settimana. Un inferno. Se andate sul sito dello Studio Benatti, un’attrezzata associazione di professionisti esperti in adempimenti fiscali, trovate tutte le scadenze fiscali che aspettano gli italiani, mese per mese, giorno per giorno. Roba da mal di testa. Talmente forte da indurre a non pagare neanche un euro, e chiudere la faccenda con un classico “arrivederci e grazie”, perfino in attesa di qualche inevitabile accertamento.

Già, adesso gli accertamenti sono quasi automatici: sfuggire alla rete del fisco è più complicato, evadere l’Iva o diventare ricchi con il carosello delle fatture false sono cose al confine dell’impossibile, visto che abbiamo introdotto la fatturazione elettronica. Una scelta che la comunità di Non sprecare ha accolto con favore dal primo momento. Con favore ma anche con un paio di domande puntualmente senza risposte: non ci poteva attrezzare meglio e prima per ridurre l’effetto caos che avvilisce, scoraggia e costa? E perché a ogni giro di governo si continua a promettere un fisco semplificato, mentre poi tutto si complica, in termini di documenti e di appuntamenti da rispettare, salvo pagare pegno? 

Ci sono 40,9 milioni di italiani che pagano qualcosa al fisco, attraverso la riscossione dell’Agenzia delle Entrate e davvero non si capisce per quale motivo la tecnologia avanza, e questo è un bene, ma la vita dei contribuenti diventa sempre più dura, e questo è davvero uno spreco.

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FISCO IN ITALIA

Più le tasse sono complicate e meno si pagano. È una legge dell’Economia, oltre che delle Scienze sociali, e l’Italia non a caso abbina il doppio primato (entrambi negativi) in Europa: il paese con la più alta pressione fiscale (43 per cento del pil) e quello con il sistema fiscale più complesso. Doppio record, doppio spreco.

Sono trascorsi molti anni (era il 2006) da quando furono introdotte le prime comunicazioni online all’erario e finalmente dopo più di un decennio siamo arrivati alla fattura elettronica. Un periodo durante il quale abbiamo fatto qualche passo avanti, sempre costoso per i contribuenti onesti, e tanti passi indietro. Iniziamo da questi.  Nel 2016, per fare un esempio, sono stati inviati alle Entrate 177 milioni di documenti, nel 2017 più di 200 milioni. Alla faccia della semplificazione. E anche i codici tributari, giusto per non farci mancare nulla in tema di fisco velenoso, sono passati da 300 a 350. Allo stesso tempo non si placa, ma anzi aumenta la raffica di scadenze fiscali con nuovi obblighi per commercialisti e ragionieri che poi presentano il conto ai contribuenti.

FISCO COMPLICATO IN ITALIA

E il passo avanti? Ci sono milioni di contribuenti che hanno finalmente potuto inviare il 730 precompilato, con un risparmio importante (si parla di circa 2 miliardi di euro l’anno) per lo Stato. Un risparmio per lo Stato, ma un aumento per i cittadini: qui sta il paradosso di questa catena infinita di sprechi. A fronte di quei bravi e fortunati che se la cavano con un clic, siamo a 2,9 milioni di dichiarazioni fai-da-te, ci sono milioni di altri contribuenti per i quali invece le montagne da scalare sono aumentate.

PER SAPERNE DI PIÙ: I padroni del web devono decidersi a pagare le tasse in Italia, come tutti. C’è un conto da saldare, solo per il 2018, di 190 milioni, che rischiamo di sprecare….

TASSE INUTILI

E nella giungla di elettronica digitale, e-fatture, ancora carte, scadenze, adempimenti e costi che aumentano, e continuano ad aumentare, non poteva mancare l’ultima chicca, tutta da creatività italiana: le tasse inutili. Almeno cento. Tasse che non valgono quasi nulla in termini di gettito, rappresentano balzelli anacronistici oppure assurdi e non fanno altro che complicare il fisco, aiutando così a gonfiarsi la bolla dell’evasione fiscale, il vero virus che azzoppa l’Italia.

Esiste una tassa per esporre la bandiera, una per mettere una tenda parasole, o anche per scrivere sullo zerbino del negozio il nome dell’esercizio commerciale. Sui decessi paghiamo tre imposte: per il certificato di constatazione di morte, per il trasporto e la manutenzione dei cimiteri, per la cremazione. Ci sono anche le tasse sugli sposi, sulle suppliche, sulla raccolta dei funghi e sulle paludi. Già, le paludi: il balzello risale al 1904, quando iniziarono le bonifiche. E da allora nessuno ha pensato di eliminarlo, mentre tutti hanno però promesso di semplificare. E gli italiani sono rimasti intrappolati nella palude del fisco complicato e ingiusto.

TUTTO QUELLO CHE DOVETE SAPERE SUL PAZZO FISCO ITALIANO: