Festival di Sanremo 2014: ecco come evitare gli sprechi. E difendere la canzone italiana | Non Sprecare
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Festival di Sanremo 2014: ecco come evitare gli sprechi. E difendere la canzone italiana

La kermesse, che giustamente la Rai difende con i denti, costa ancora troppo. Qualcosa che la tv di Stato, pubblica per mission e per finalità, non dovrebbe consentire.

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Sono un fan di Sanremo. Non riesco mai a vedere una puntata del Festival fino alla fine, troppo lunghe, ma anche per stare in compagnia in famiglia ogni anno non perdo mai l’appuntamento. Canzoni e canzonette mi piacciono, la festa nazional-popolare, polemiche incluse, la sento come un giorno dell’Italia che si guarda allo specchio e non solo in tv. Detto questo, ho una convinzione: Sanremo, che giustamente la Rai difende con i denti, costa ancora troppo. E questo è uno spreco. Qualcosa che la tv di Stato, pubblica per mission e per finalità, non dovrebbe consentire.

SANREMO 2014 – I COSTI. I numeri sono chiari, anche se bisogna prendere atto dei progressi fatti, specie grazie alla direzione di Rai Uno di Giancarlo Leone. Secondo la Corte dei Conti, infatti, il Festival di Sanremo negli anni scorsi ha accumulato le seguenti perdite: 7,8 milioni di euro nel 2010; 7,5 milioni di euro nel 2011; 4,8 milioni di euro nel 2012. Stiamo parlando di 20,1 milioni di euro che divisi per le 15 giornate nei tre anni del Festival fanno una perdita di 1,34 milioni di euro al giorno, quasi come l’Alitalia che brucia 1,6 milioni di euro al giorno.

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Leone promette un’edizione 2014 in pareggio, anche grazie a una raccolta pubblicitaria record di 20 milioni di euro, e questi numeri andranno tutti verificati al momento dei consuntivi. Una cosa però é già chiara: a fronte di maggiori ricavi e di alcuni tagli importanti, come lo sconto della convenzione con il Comune di Sanermo (scesa da 9 a 7 milioni l’anno) i conti non quadrano perché la Rai fa ancora fatica, troppa fatica, a ridurre i costi degli artisti e degli ospiti a vario livello impegnati nella manifestazione.

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Non voglio discutere quanto guadagnano per le loro serate Fabio Fazio e Luciana Litizzetto, due straordinari professionisti, né posso negare di essermi emozionato ascoltando i brani di Cat Stevens, ma una domanda devo farla attraverso questo sito: in un momento di questa grave incertezza per il Paese, la Rai non dovrebbe avere più rigore nelle spese, anche per uno spettacolo di tanta importanza con i suoi 10 milioni di ascoltatori? E, senza demagogia, é veramente così difficile chiedere, anche pubblicamente, anche con l’aiuto del marketing, uno sforzo, chiaro e forte, agli artisti per diminuire i costi?

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Quando si taglia il contrario di un precario in Rai, o quando si dimezza il più banale dei compensi per una partecipazione a un programma, nessuno fiata, e tutti accettano. Perché per Sanremo ci deve essere un’eccezione così clamorosa? Ecco: vorrei continuare ad essere un accanito fan del Festival, e allo stesso essere convinto che a Sanremo non si sprecano soldi. A quel punto guarderei il programma, da italiano, con doppia soddisfazione.

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