Etichette a semaforo - Non sprecare
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Etichette con il semaforo, una truffa ai danni dei consumatori e dell’Italia

La lotta all'obesità e alle malattie cardiovascolari non si fa truccando le carte, a favore delle multinazionali alimentari e contro gli agricoltori e i piccoli produttori del made in Italy. Così si rischia solo di danneggiare un settore di qualità che vale 11,5 miliardi di fatturato.

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ETICHETTE A SEMAFORO

Le etichette a semaforo, per tutti gli alimenti confezionati, sono semplicemente uno spreco e una truffa per l’Italia, per i consumatori e per i produttori italiani. Non a caso, la proposta, nata da un’idea introdotta nel 2013 in Gran Bretagna, per contrastare l’obesità e le malattie cardiovascolari, adesso piace molto alle grandi multinazionali del settore alimentare. Dalla Nestlè alla Unilever, dalla Coca Cola alla Pepsi e alla Mars: guarda caso proprio quelle società, con giganteschi fatturati, che sono più spesso chiamate in causa proprio per le caratteristiche non certo salutiste dei loro prodotti. Società che fanno i loro legittimi interessi, per carità, ma in questo caso si tratta di interessi che non coincidono con i nostri di consumatori e di italiani.

Ma andiamo con ordine, e vediamo i motivi dello spreco e della truffa. Le etichette nutrizionali a semaforo altro non fanno che introdurre l’obbligo di informazioni sui contenuti di calorie, grassi, zuccheri e sale in ciascun prodotto. Da qui si passa ai colori: un’etichetta verde indica un basso contenuto di uno o più ingredienti “a rischio”, l’arancione indica un valore medio, e il rosso invece segnala una percentuale elevata e quindi un pericolo per la salute del consumatore.

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ETICHETTE CON SEMAFORO PER ALIMENTI

Fin qui il meccanismo (in teoria favorevole al consumatore e alla tutela della sua salute), che si applica su confezioni di 100 grammi di prodotti: e dove sta il trucco? Primo: questa classificazione così astratta colpirebbe in modo frontale buona parta dei prodotti del made in Italy, e l’85 per cento dei nostri dop (che valgono un fatturato di 11,5 miliardi di euro, sui quali hanno messo gli occhi le multinazionali alimentari). Formaggi, salumi, olio di oliva, e così via: si tratta di prodotti genuini e autentici, che possono avere valori alti di sale o di grassi. Ma non per questo vengono esclusi da una dieta sana ed equilibrata, e non per questo devono essere bollati con il colore rosso che li considera “dannosi per la salute”.  Con le etichette a semaforo in tutti i paesi europei, come chiedono le multinazionali, si arriverebbe all’assurdo che una bibita zuccherata, grazie a qualche manipolazione nella lavorazione industriale, avrebbe il verde, mentre un formaggio dei nostri piccoli produttori, lavorato con le antiche e sane tradizioni, avrebbe il bollino rosso, e quindi crollerebbero le sue vendite. Secondo: la lotta all’obesità e alle malattie cardiovascolari attraverso l’alimentazione, una cosa giustissima, si fa con la dieta, con gli stili di vita, e non con etichette così parziali. Non a caso, proprio grazie alla nostra dieta mediterranea, l’Italia è ai vertici dei paesi che hanno una popolazione in salute. Grazie al mix di alimenti naturali che prevede anche formaggi e olio d’oliva, con i relativi valori di grassi. Terzo: i semafori si applicano su confezioni di 100 grammi, e quindi, per esempio, nel caso del parmigiano i valori sarebbero altissimi e il rosso scontato. Ma chi mangia 100 grammi di parmigiano? E chi usa a tavola 100 grammi di olio di oliva?

Dunque, la strada per combattere obesità e cattiva alimentazione, come per informare bene i consumatori, non è quella delle etichette a semaforo. Le etichette, piuttosto, devono essere chiare e trasparenti, come chiediamo da tempo sul nostro sito, e indicare i luoghi di provenienza e di lavorazione di ciascun prodotto, con le relative quantità di singole materie. Ma senza con questo dare pagelle di colori che, con la scusa di proteggere la salute, in realtà servono solo a fare qualche regalo alla potente lobby dell’industria alimentare mondiale.

LE VERE ETICHETTE CHE SERVONO SUI PRODOTTI: