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Alba, dieci anni, si taglia la treccia per donarla ai bambini malati di cancro. Una lezione di generosità ed empatia che arriva da una bambina

A Viareggio la piccola Alba legge la notizia di ragazze e ragazzi che donano i propri capelli per i pazienti oncologici e decide di emularli. Si taglia i capelli a caschetto e scrive una letterina. Una storia italiana di generosità e dolcezza.

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DONARE CAPELLI BAMBINI MALATI DI TUMORE

Si sente spesso dire che i bambini custodiscono la saggezza del mondo, basterebbe soltanto abbandonare per un momento i giudizi e fermarsi ad ascoltarli con attenzione: scopriremmo un mondo di sentimenti veri e profondi, di quelli che gli adulti sembrano aver dimenticato.

Da Viareggio arriva una storia dolcissima. La protagonista è Alba, di soli dieci anni, che ha deciso di fare un gesto che emoziona e fa riflettere. Navigando in internet con la sua mamma, la piccola si imbatte in una storia curiosa sul social network Facebook, in cui si racconta di alcuni ragazzi statunitensi, ragazzi e ragazze, che si lasciano crescere i capelli in modo considerevole, dovendo addirittura sopportare gli scherni per via della loro chioma fluente. Ma non è una moda, né un vezzo: in realtà, spiegano, è un modo per poter raccogliere capelli veri per costruire parrucche per bambini e bambine, per gli adolescenti e tutti i pazienti oncologici che perdevano capelli a causa della chemioterapia.

Così Alba, profondamente colpita da quel gesto, ha deciso di prendere carta e penna e scrivere una lettera a un’amica sconosciuta, esprimendo il desiderio di emulare quei ragazzi e quelle ragazze di oltreoceano tanto generosi.

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DONA LA SUA TRECCIA A BAMBINI MALATI ONCOLOGICI

Nella lettera, Alba si dchiara decisa a tagliare la lunga treccia che lasciava crescere da 4 anni, per aiutare un’amica o un amico a cui purtroppo la malattia ha portato via i capelli. Il testo della letterina è commovente: “Mi chiamo Alba, mi sono tagliata i capelli a caschetto proprio per te. Vivo a Viareggio: vuoi diventare la mia amica di penna? Ti auguro di guarire presto!!!”.

La notizia del gesto di Alba è giunta alle cronache grazie al quotidiano il Tirreno, che ha intervistato la mamma della bambina, che frequenta la quinta elementare nella bella cittadina toscana.

Avendo deciso di assecondare la richiesta di Alba ha contattato un’associazione che si occupa di raccogliere capelli per chi non ne ha più per via della malattia: col progetto Smile e la “banca della parrucca” ATRI Onlus, che ha sede a Roma, nasce dall’intuizione di medici oncologi che conoscono bene  quanto valga, per i malati oncologici, continuare ad avere un aspetto il più possibile sano e bello anche durante le fasi buie di chemio e radioterapia.

Chiunque voglia inviare i propri capelli può farlo contattandoli attraverso i social ed il sito internet. Oppure può scrivere una letterina, proprio come ha fatto Alba.

(Immagine di copertina di proprietà intellettuale del quotidiano Il Tirreno)

STORIE ITALIANE DI GENEROSITÀ E SOLIDARIETÀ