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Artigianato in grave crisi. Interi mestieri stanno scomparendo

Oltre 116mila attività sono state chiuse negli ultimi cinque anni. Più di 20mila soltanto nel 2014. Rischiamo di non vedere più barbieri, corniciai, impagliatori, fabbri. Eppure ci sarebbe tanto lavoro per i giovani…

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CRISI ARTIGIANATO ITALIA –

Stiamo sprecando una grande occasione per una nuova crescita economica, più sana e più equilibrata, e per dare nuovo lavoro ai giovani. L’artigianato sprofonda, mentre dovrebbe essere uno dei volani della ripresa.

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CRISI IMPRESE ARTIGIANE IN ITALIA –

Gli ultimi dati sono davvero drammatici. Soltanto nell’ultimo anno hanno chiuso 21.780 botteghe, alcune anche storiche. E dal 2009 il crollo è stato di 116mila unità. Una caduta verticale, che parte da lontano e si sta consumando nell’indifferenza del governo e delle amministrazioni locali. Gli artigiani chiudono, senza successione, perché gli affitti, specie nei centri storici, sono troppo alti. Come le tasse. La pressione burocratica è opprimente. E nessuno difende queste botteghe.

Scompaiono così barbieri, pellicciai, impagliatori, corniciai, fabbri. Intere categorie. Gli unici settori in controtendenza sono quelli che riguardano le estetiste, i parrucchieri e i creatori di tatuaggi. Ed è in forte crescita il numero degli ambulanti che vendono cibo di strada.

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CRISI ARTIGIANATO: LE REGIONI PIÚ COLPITE –

Le regioni più colpite da questo fenomeno sono, ancora una volta, quelle del Mezzogiorno. E in particolare la Sardegna (-14 per cento nell’ultimo anno), l’Abruzzo (- 12 per cento), la Basilicata e la Sicilia ( – 11 per cento).

La crisi senza freni dell’artigianato, che invece andrebbe incentivato e sviluppato attraverso le piattaforme web, è un segnale di un pezzo di economia che sta morendo. Un’economia che rappresenta i codici genetici della creatività made in Italy, ed è la base dell’ascensore sociale. Ricordiamo che negli anni del boom, proprio partendo da piccole botteghe, sono nati fior di industriali e di aziende, poi diventate colossi mondiali. Adesso il percorso è inverso: l’artigianato muore, e gli imprenditori, quando possono, vendono le aziende agli stranieri.

PER APPROFONDIRE: Reputeka, una piattaforma che vende artigianato made in Italy in tutto il mondo