Questo sito contribuisce all'audience di

Da Faenza a Istanbul: imparare la lingua dei segni abbatte le barriere e annulla le disabilità

In una scuola di Faenza alcuni studenti hanno imparato la Lingua Italiana dei Segni per includere una compagna non udente e ipovedente. Una bella iniziativa, come quella di Istanbul, in cui un intero quartiere ha imparato il modo di comunicare con Muharrem, sordo dalla nascita, per rendergli la vita più facile. Perché un mondo senza ostacoli è anche il nostro sogno.

Condivisioni

COME IMPARARE LA LINGUA DEI SEGNI

Sono circa 70 milioni, in tutto il mondo, le persone che comunicano attraverso la lingua dei segni, considerata dai linguisti una lingua naturale autentica poiché propria della comunità dei non udenti, che viene veicolata attraverso il canale visivo-gestuale. 

È una lingua che ha grammatica propria e un vocabolario fatto di segni che si compongono di movimenti delle mani, dei polsi, del corpo e anche espressioni facciali. Apparentemente è molto complessa, perché costringe chi è abituato all’oralità, come noi, ad abituarsi e adattarsi a una concezione differente di ‘parola’ e linguaggio, rendendone difficile l’apprendimento.

Oltre a implementare abilità intellettive e linguistiche, imparare la lingua dei segni significa avvicinarsi con sensibilità al mondo dei non-udenti, permettendone l’inclusione e una vita sociale, lavorativa e scolastica, piena e tranquilla.

Ogni paese del mondo ha la sua lingua segnata, in Italia il codice comunicativo è la LIS, la Lingua Italiana dei Segni, appunto, da non confondersi con l’italiano segnato, una specie di italiano che utilizza i segni ma attinge alla grammatica italiana.

LEGGI ANCHE: Il vademecum dell’amicizia, consigli di comunicazione per i compagni dei bimbi autistici

COMUNICARE CON NON UDENTI

Sulla ‘disabilità’ si è a lungo discusso: condizione biologica-sanitaria o semplicemente costruzione culturale?
Filosofi e sociologi che si sono interrogati sul tema concordano col dire che, fermo restando la biologia, è assolutamente possibile far sì che si azzerino tutte le difficoltà e le barriere che un diversamente abile può incontrare nel corso della vita. Pensiamoci: se tutti parlassimo la lingua dei segni oltre che l’italiano o la nostra lingua madre, per una persona non udente non ci sarebbe alcuna difficoltà nel comunicare, perché condivideremmo lo stesso codice comunicativo.
Secondo questo condivisibile approccio, non è la disabilità in sé a creare una difficoltà oggettiva, bensì il contesto culturale non attrezzato a recepire le difficoltà.

Per fortuna, le cose stanno cambiando, e tra le pagine dei quotidiani si leggono sempre più belle storie di superamento della condizione di disabilità, in particolare per chi soffre di un deficit dell’udito, non udenti o ipoudenti che siano. L’inclusione si impara, ed è esattamente ciò che hanno fatto gli studenti di una classe del triennio dell’Istituto Tecnico Oriani di Faenza, in provincia di Ravenna.
Hanno imparato la LIS, la lingua italiana dei segni, per poter comunicare con una compagna non udente e parzialmente non vedente della classe, rendendole la vita scolastica più tranquilla e inclusiva, rendendo la classe dell’istituto un vero e proprio caso emblematico ed esemplare per chi si interessa di didattica inclusiva e innovazione pedagogica.

comunicare con non udenti

I ragazzi e le ragazze della classe hanno infatti preso parte a un progetto di incontri con un’insegnante di lingua dei segni per abbattere la barriera linguistica in classe e non solo, permettendo comunicazioni agevoli e una relazione sicuramente più forte con una ragazza non udente e ipovedente. Dimostrando, così, che anche la disabilità può essere abbattuta con la conoscenza di un codice comunicativo diverso.

Chi ha detto, infatti, che per comunicare si debba solo e soltanto parlare?

Ecco che, in quest’ottica, ciò che è accaduto all’istituto Oriali è un approccio accogliente e rivoluzionario per superare la disabilità e proiettarsi nel futuro. Un seme di giustizia, interesse e sensibilità che, si spera, farà fiorire l’inclusione e l’uguaglianza.

COME COMUNICARE CON I SORDI

La storia di Faenza fa il paio con un’altra bellissima storia di inclusione e rispetto che viene da Istanbul, in cui un intero quartiere aveva imparato la lingua dei segni per comunicare con Muharrem, ragazzo non udente dalla nascita che per tutta la vita aveva vissuto una vita in silenzio. A lui erano precluse semplici attività quotidiane come comprare un giornale, fare colazione o la spesa al mercato, poiché nessuno dei commercianti del quartiere conosceva il modo di parlare con lui.

Grande la sorpresa di Muharrem quando, una mattina, passeggiando per il quartiere con la sorella, si è reso conto che tutti coloro che incontrava conoscevano la lingua dei segni e riuscivano a comunicare con lui.

Anche se alla base di tutto vi è una pubblicità, come venne poi rivelato, si tratta comunque di una bella iniziativa che ha permesso di accorciare le distanze tra Muharrem e le persone che lo circondano e che incontra quotidianamente.

Per tutta la sua vita, Muharrem ha percorso le strade del suo quartiere senza sentire rumori e senza poter interagire con le persone. Ora, grazie al contributo degli altri abitanti che per circa un mese hanno studiato segretamente la lingua dei segni, la sua vita di tutti i giorni non sarà più un’esperienza complicata.

PER APPROFONDIRE: Villaggio Godega 4autism, inclusione e sicurezza sociale per i ragazzi con autismo

comunicare con non udenti

LINGUAGGIO DEI SEGNI

La LIS, come detto, è la lingua naturale della comunità italiana dei sordo-ciechi, pertanto per impararla bisogna rivolgersi ad esperte ed esperti o centri appositi certificati dall’Ente Nazionale Sordi, che si occupa di divulgare e diffondere la lingua italiana dei segni attraverso percorsi specifici. Ci sono tre livelli del linguaggio dei segni ed ognuno prevede un test finale di apprendimento, per poter accedere al successivo. Superati i tre livelli, ti aspetta il corso professionale per diventare interprete del linguaggio dei segni. Servono buona memoria, allenamento costante e dedizione. 

Se la voglia di apprendere la LIS è più a livello amatoriale, magari per includere un amico, un’amica, un compagno di giochi, una compagna di classe, alcuni allievi del liceo scientifico di Messina hanno creato una apposita app, disponibile su Google Play, gratuitamente. Può essere un validissimo aiuto per apprendere i rudimenti della lingua gestuale, basta semplicemente cercare l’applicazione “LIS imparare il linguaggio dei segni”, scaricarla e installarla nel proprio smartphone. Per averla sempre a portata di mano.

STORIE DI AMICIZIA: