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Superare la disabilità grazie agli amici: Amrik ha fatto la maturità con la voce dei compagni

Giorgia e Marcello, due compagni di classe di Amrik, un ragazzo disabile che può comunicare solo grazie all’aiuto di un computer, hanno esposto la sua tesina per l’esame di maturità. Per loro è stata una scelta naturale ma si tratta di un grande gesto che dimostra come i piccoli gesti possano abbattere grandi barriere

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SUPERARE LA DISABILITÀ

Amrik non può parlare. La sua voce è un programma al computer che associa le parole alle immagini. Così Giorgia Vezzani e Marcello Rizzello hanno spinto la carrozzina su cui è costretto da quando è piccolo davanti alla commissione e hanno esposto la sua tesina per l’esame di maturità. È successo nell’estate del 2017 a Suzzara, in provincia di Mantova, all’interno dell’Istituto Manzoni, dove Giorgia e Marcello, due compagni di classi di Amrik, gli hanno prestato la voce per abbattere una delle tante barriere che questo giovane ragazzo si trova a dover scalare giornalmente. Una storia che dimostra, ancora una volta, come l’unione faccia la forza e come un po’ di premura possa portare a grandi risultati.

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ISTITUTO MANZONI DI SUZZARA

Eppure Amrik ha sempre avuto coraggio. Cinque anni fa ha scelto il liceo scientifico, con opzione delle scienze applicate nonostante potesse percorrere strade più agevoli. E invece questo giovane ragazzo ha voluto dimostrare di potercela fare e che, per raggiungere l’obiettivo, era sufficiente solo un po’ di aiuto. Assistenza che ha ricevuto non solo dai suoi compagni di classe ma anche dagli insegnanti di sostegno che sono stati fondamentali per creare l’osmosi tra tutti i ragazzi della classe.

AMRIK

Marcello e Giorgia a scuola sono stati ribattezzati gli “angeli di Amrik” ma quando gli chiedono di spiegare la loro bella azione si scherniscono e ripetono di non aver fatto nulla di speciale, d’altronde sono compagni di classe ed è il minimo che si possa fare per chi ha condiviso i stessi banchi per cinque anni. Inoltre, in una recente intervista, hanno dichiarato che “Amrik ci ha dato tanto dal punto di vista affettivo”. E loro hanno voluto ricambiare esponendo una tesina dal tema emblematico: “Una testa per emozionare, un cuore per capire”. Amrik, infatti, per comunicare è costretto ad usare il computer con tempi inevitabilmente lenti, per questo con gli amici si esprime a gesti, con uno sguardi, un sorriso. Un modo di interagire con il mondo, unico, difficile da spiegare, che ha consentito a questo ragazzo di stabilire un legame indissolubile con i suoi amici, che non l’hanno voluto lasciare solo alla fine del suo percorso scolastico. Standogli accanto e prestandogli la voce.

La foto è tratta da Repubblica Bologna.

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