Come si muovono i pesci in acqua

Usano muscoli e pinna. Ma c'è anche chi aspira l'aria, come il polpo e la medusa. Il cavalluccio è l'unico pesce che nuota in verticale

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I pesci si muovono principalmente nuotando grazie alla contrazione dei muscoli lungo il corpo, che crea un movimento ondulatorio da un lato all’altro. Alcuni usano le pinne, altri sono spinti dall’acqua e ondeggiano con dolcezza.
In genere, i pesci nuotano in branco per un motivo fondamentale: risparmiare energie. In pratica: il pesce che precede l’altro, grazie al movimento della pinna di coda crea un mulinello, un vortice d’aria. Chi è dietro ne approfitta per essere sospinto e risparmiare così l’energia necessaria per spostarsi.
In generale, la velocità dipende dal corpo e dalla tecnica di nuoto, ma le tipologie di movimenti degli animali marini più diffuse sono cinque.

I movimenti

  • La spinta delle pinne. I pesci riescono a muoversi grazie alle contrazioni dei muscoli e alla spinta che arriva dalla pinna di coda. Le altre pinne invece fanno da timone. Il cavalluccio marino è l’unico pesce che nuota in verticale, molto lentamente e con piccole pinne.
  • I serpenti marini. In questo caso il movimento nel mare è molto diverso, e ricorda da vicino quello di questi animali sulla terra. I serpenti marini e le anguille, infatti, nuotano, e quindi avanzano nell’acqua, muovendo il corpo con scatti veloci a forma di S.
  • Stile delfino. Non è un caso se nella disciplina sportiva del nuoto esista anche lo stile delfino: è preso proprio dai movimenti nel mare di alcuni animali che lo popolano. Delfini, foche, balene e tartarughe si muovono appunto con lo stile delfino. Che cosa significa? Sono dotati di pinne molto larghe, simili a remi, e perfette per nuotare anche con molta energia e buona velocità.
  • Il movimento da aspirazione. Le maestre, in questo tipo di movimenti, sono le meduse. Aspirano l’acqua e con questo movimento che riguarda bocca e fiato, riescono a spingersi in avanti.
  • Motore a getto. Il polpo invece si muove grazie all’acqua che risucchia e poi espelle attraverso un tubo detto “sifone”. In questo modo e con questo esercizio avanza molto velocemente e riesce a sfuggire ai cacciatori trascinando i suoi tentacoli.

Ogni pinna ha la sua funzione

I pesci nuotano prevalentemente per linee orizzontali, quando si muovono lungo linee verticali potrebbe essere il segnale di qualche problema ambientale. Se la pinna caudale, quella della coda, è l’organo del movimento, la pinna dorsale, lungo il corpo, permette al pesce di non capovolgersi. E di conservare il suo equilibrio mentre nuota. La respirazione avviene, nel corso del movimento, attraverso le branchie. che si aprono e si chiudono in modo ritmico.

Il linguaggio dei pesci

Si è scoperto, innanzitutto grazie alle ricerche dello scienziato Shahriman Ghazali dell’Università di Auckland, che i pesci hanno un loro linguaggio. Parlano. Con grugniti, cinguettii e schiocchi. E di che cosa parlano i pesci? Di cibo, di pericoli, di avvenimenti accaduti nel loro territorio e persino di sesso. Per esempio, un ronzio piuttosto continuato, simile al rumore del frigorifero, serve ai maschi, come un suono ipnotico, ad attirare le femmine nella loro tana. Alla luce di queste ricerche che stanno sempre più approfondendo il linguaggio dei pesci, possiamo considerare ormai obsoleto l’antico detto “sei muto come un pesce”.

Che cosa dicono i pesci quando arrivano in superficie

Se i pesci arrivano in superficie, ci possono essere due problemi. L’ossigeno scarseggia ed aumenta la CO2 nell’acqua: il fenomeno è frequente negli acquari, quando si vedono i pesci rossi salire verso la superficie. Si è verificato un aumento eccessivo di nitriti e il pesce ha bisogno di respirare meglio.  Se invece il pesce si blocca sul fondo, vuol dire che ha problemi alla vescica, qualche organo si è ingrossato, oppure c’è un’infezione in corso.

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