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Il riciclo delle ostriche in Louisiana per ricostruire la barriera corallina

I gusci vengono recuperati dai ristoranti della zona, puliti e lavati in modo da riprodurre le larve. Poi vengono gettati a mare. Finora già raccolte 1.500 tonnellate di molluschi.

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COME SALVARE LA BARRIERA CORALLINA –

Avete presente i danni dell’attività dell’uomo sulla barriera corallina? In America, e in particolare nello stato della Louisiana, si combattono anche attraverso il riciclo. Per esempio dei gusci delle ostriche. E come afferma Jamie Munoz, direttore di uno dei migliori ristoranti di New Orleans, specializzato in frutti di mare, «per continuare a mangiare le ostriche, bisogna cominciare a salvarle».

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DANNI ALLA BARRIERA CORALLINA –

La Louisiana negli ultimi anni è stata colpita da diversi uragani e anche da un grave incidente che, nel 2010, formò una vera marea nera per le perdite da una piattaforma petrolifera della British Petroleum al largo del Golfo del Messico. Anche queste catastrofi è maturata in questo stato una grande e concreta sensibilità ambientale, che adesso viene messa alla prova con il riciclo delle ostriche.

Funziona così: i gusci vengono riportati in mare dopo che sono stati recuperati nei ristoranti e ripuliti e curati per eliminare i batteri e consentire alle larve di ostrica di riprodursi.

VANTAGGI RICICLO GUSCI DELLE OSTRICHE –

Quali sono i vantaggi di questa attività di riciclo e di riuso? Il processo consente di creare in mare una nuova area per la riproduzione dei molluschi e per la ricostruzione della barriera corallina. Migliora, inoltre, la qualità idrica del mare, fornendo un habitat ideale per i pesci.

Tenendo conto che un terzo delle ostriche degli Stati Uniti provengono dalla Louisiana, l’esperimento non è irrilevante, e finora sono state già raccolte 1.500 tonnellate di gusci, coinvolge ben 25 ristoranti di New Orleans. Un primo passo, e una spinta forte per salvare la preziosa barriera corallina.

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