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Omofobia, un cameriere fa dell’umorismo volgare. Ma è giusto licenziarlo e chiudere il locale? (foto e video)

Il fatto è accaduto a Roma: due gay vanno a cena in un ristorante, e si ritrovano sbeffeggiati sullo scontrino. Apriti cielo. Lui perde il posto, e i proprietari rischiano di perdere il ristorante. Imma Battaglia: L’odio fa il gioco dell’omofobia

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COME COMBATTERE OMOFOBIA 

C’è un modo sgangherato e controproducente di difendere i sacrosanti di diritti di gay, lesbiche e bisessuali: fomentare l’odio e il giustizialismo, due matrici dell’omofobia. Non siamo noi a dirlo, ma un limpido commento comparso sulla pagina Facebook di Imma Battaglia, una donna che ha speso tutta la sua vita per combattere a viso aperto l’omofobia.

La Battaglia giustamente sente puzza di esagerazione nel modo con il quale, anche grazie al volano del web, si sta reagendo a un singolo episodio che evoca maleducazione, volgarità, stupidità, più che omofobia vera e propria.

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SCONTRINO OMOFOBO ROMA

È accaduto a Roma, dove una coppia gay va a cena al ristorante Locanda Rigatoni, nella zona di San Giovanni, e al momento di pagare il conto riceve una squallida sorpresa. Arriva la nota con i fiori di zucca, la carbonara, e le cose che i due hanno mangiato, ma il cameriere, di sua iniziativa, ci aggiunge la battuta davvero insopportabile: pecorino no, frocio sì.

Da quel momento è un diluvio di proteste. E fin qui ci siamo. Ma di fronte a quest’onda lunga di indignazione, i proprietari del locale, probabilmente sentendosi assediati e con la paura di avere qualche multa pesantissima, decidono di licenziare in tronco il cameriere maleducato. Una soluzione davvero esagerata, per un ragazzo che non ha esercitato violenza, ma si è solo comportato in modo stupido e volgare, come può capitare in un locale pubblico. Da qui ancor proteste, e la richiesta, molto esplicita, di revocare la licenza ai proprietari del ristorante. Insomma, per uno scontrino scritto con una battutaccia, si rischia di chiudere un’attività e di mettere diverse persone in mezzo alla strada. Troppo.

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OMOFOBIA IN ITALIA

Sia chiaro: l’omofobia non è un’invenzione dei giornali o delle associazioni degli omosessuali. Le statistiche parlano chiaro: l’Italia è al posto numero 39 su 45 paesi europei presi in esame in quanto a condizioni di vivibilità per gay, lesbiche e bisessuali. Un primato imbarazzante, ma non per questo, come scrive Imma Battaglia, si possono fomentare odio e giustizialismo sotto il cappello della lotta all’omofobia. Qualche volta basta e avanza l’ironia, la risata che può seppellire chiunque.

COME COMBATTERE L’OMOFOBIA CON L’IRONIA 

Un modo per combattere l’omofobia, però, è anche quello dell’ironia. La forza occulta ma potente di un messaggio che allo stesso tempo sdrammatizza e ridicolizza atteggiamenti da Medioevo. E noi abbiamo scelto quest’arma, l’ironia, per celebrare  la Giornata mondiale contro l’omofobia, offrendovi in visione un video, molto semplice ma efficacissimo, realizzato dall’associazione leccheseRenzo e Lucio in collaborazione con Teleunica di Lecco e con il teatro Invito. Lo pubblichiamo con una speranza: una risata seppellirà gli odiosi omofobi.

I DIRITTI CHE NON DOBBIAMO MAI SPRECARE:

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