Indice degli argomenti
Origini
La sterlizia è originaria dell’Africa meridionale, in particolare delle zone costiere e subtropicali del Sudafrica. Il genere comprende diverse specie, ma la più conosciuta, Strelitzia reginae, proviene soprattutto dalla regione del Capo Orientale e del KwaZulu-Natal. Il nome botanico strelitzia fu dato in onore di Charlotte di Meclemburgo-Strelitz, moglie di re Giorgio III d’Inghilterra, e la pianta arrivò in Europa nel XVIII secolo e divenne particolarmente apprezzata nei giardini botanici e nelle serre.
Pur di origine africana, oggi questa pianta viene coltivata in moltissime zone dal clima mite, comprese diverse aree del Mediterraneo.
Esposizione e clima

- La luce deve essere molto intensa, e la pianta può ricevere sole diretto, soprattutto al mattino o nel tardo pomeriggio.
- In casa, una posizione vicino a una finestra esposta a sud, sud-est o sud-ovest è generalmente ottima. Se è stata tenuta a lungo in ombra, abituala gradualmente al sole diretto per evitare scottature sulle foglie. Con poca luce, la sterlizia crescerà più lentamente e difficilmente arriverà a fiorire.
Quanto al clima, la sterlizia adulta può sopportare brevi periodi freschi, ma il gelo può danneggiarla seriamente. La Strelitzia nicolai, invece, tende a diventare molto grande ed è particolarmente adatta ai climi miti.In Italia, può stare all’aperto tutto l’anno nelle zone costiere e invernali più miti; nelle zone dove le temperature scendono frequentemente sotto i 5 °C, è più prudente proteggerla o coltivarla in vaso così da poterla riparare.
Terreno
Per la sterlizia il terreno ideale è fertile, arioso e soprattutto molto drenante. Le sue radici non amano rimanere a lungo immerse nell’acqua. Il terreno deve essere anche leggermente acido o neutro (indicativamente con un pH tra 6 e 7), e non troppo compatto: le radici hanno bisogno di ossigeno.
Irrigazione
È probabilmente l’aspetto più delicato delle cure colturali.
- In primavera ed estate, annaffiate abbondantemente quando i primi 3–5 cm di terreno sono asciutti.
- In autunno e inverno, riducete nettamente le annaffiature.
- Dopo l’irrigazione, lasciate scolare bene l’acqua.
- Evitate sia la siccità prolungata sia, soprattutto, il ristagno idrico, che può provocare marciumi radicali.
Semina e fioritura
La moltiplicazione avviene per divisione dei cespi prima della fioritura, in primavera, o per semina in marzo-aprile. La fioritura è prevista nell’arco di due o tre anni e avviene nei mesi di aprile e maggio. In caso di semina, i semi freschi vanno interrati a una profondità doppia rispetto alla loro dimensione e il semenzaio va tenuto in un luogo fresco, ombreggiato, a una temperatura costante attorno ai 25 gradi. La sterlizia è una pianta che con i suoi fiori può arrivare ai 90-120 cm di altezza
Coltivazione in vaso
La coltivazione in vaso, a parte la buona esposizione alla luce, richiede l’applicazione di una regola d’oro: meglio una leggera carenza d’acqua che un terreno costantemente zuppo.
Per ottenere un buon drenaggio:
- usate un vaso con diversi fori sul fondo;
- scegliete un substrato ricco ma molto drenante, con pomice o perlite;
- annaffiate bene, ma solo quando il substrato superficiale si è asciugato;
- svuotate il sottovaso dopo l’irrigazione;
- non scegliete un vaso enormemente più grande del pane radicale: troppo terriccio umido attorno alle radici aumenta il rischio di marciume.
Rinvaso
- In genere ogni 2–3 anni, preferibilmente in primavera.
- Passate gradualmente a un vaso un po’ più grande del precedente.
- Una pianta leggermente “stretta” nel vaso può comunque crescere e fiorire bene.
Potatura e pulizia
La sterlizia non richiede una vera potatura.
- Eliminate le foglie completamente secche o danneggiate tagliandole alla base.
- Potete rimuovere le parti rovinate delle foglie, seguendone la forma.
- Le lacerazioni sulle foglie sono abbastanza normali e fanno parte del modo in cui la sterlizia si adatta al vento.
Problemi e rimedi
Nella sterlizia i problemi più seri sono spesso legati a eccesso d’acqua, cattivo drenaggio, freddo e parassiti. Se volete mantenere una coltivazione il più possibile naturale, conviene intervenire prima con prevenzione e rimedi meccanici.
| Problema | Sintomi principali | Rimedi naturali |
|---|---|---|
| Marciume radicale | Foglie ingiallite, afflosciate, base della pianta molle, radici scure | Sospendere l’acqua, estrarre la pianta, eliminare le radici marce con forbici pulite, rinvasare in substrato nuovo e molto drenante. Non lasciare acqua nel sottovaso. |
| Cocciniglia | Piccoli batuffoli bianchi o scudetti bruni, foglie appiccicose | Rimuovere manualmente con un cotton fioc imbevuto di alcool molto diluito; poi lavare la pianta. Per infestazioni leggere può aiutare il sapone molle potassico. |
| Acari | Puntini gialli sulle foglie, foglie opache, eventuali sottili ragnatele | Aumentare leggermente l’umidità ambientale, lavare bene le foglie e controllare frequentemente la pianta. Il sapone molle può aiutare contro infestazioni iniziali. |
| Afidi | Insetti piccoli concentrati sui germogli, foglie deformate e appiccicose | Getto d’acqua sulle parti colpite e successivamente sapone molle potassico. Ripetere se necessario. |
Leggi anche:
- Fiori insoliti: quelli più belli e originali
- Perché le farfalle tropicali stanno cambiando colore
- Come coltivare l’eucalipto anche in casa
Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?
- Iscriviti alla nostra Newsletter cliccando qui;
- Siamo anche su Google News, attiva la stella per inserirci tra le fonti preferite;
- Seguici su Facebook, Instagram e Pinterest.

