Come si coltiva la sterlizia

La posizione ideale è vicino a una finestra luminosa. La cura più delicata riguarda l'irrigazione e il rischio dei ristagni che fanno marcire la pianta

sterlizia
La sterlizia (Strelitzia reginae), a volte chiamata anche strelitzia, è una pianta erbacea perenne sempreverde. E’ molto conosciuta per la particolare forma e per il colore dei suoi fiori che le hanno fatto meritare il nome di “uccello del paradiso”. Un nome che nasce proprio dalle caratteristiche dei fiori di questa pianta. Questa specie presenta foglie lanceolate composte da una brattea carenata di colore verde, sfumata di porpora, con portamento orizzontale: dalla brattea nasce una successione di fiori lunghi circa 15 cm, formati da tre petali di colore arancio vivo e da un corpo centrale blu, che ricordano la testa di un uccello.

Origini

 

La sterlizia è originaria dell’Africa meridionale, in particolare delle zone costiere e subtropicali del Sudafrica. Il genere comprende diverse specie, ma la più conosciuta, Strelitzia reginae, proviene soprattutto dalla regione del Capo Orientale e del KwaZulu-Natal.  Il nome botanico strelitzia fu dato in onore di Charlotte di Meclemburgo-Strelitz, moglie di re Giorgio III d’Inghilterra, e la pianta arrivò in Europa nel XVIII secolo e divenne particolarmente apprezzata nei giardini botanici e nelle serre.

Pur di origine africana, oggi questa pianta viene coltivata in moltissime zone dal clima mite, comprese diverse aree del Mediterraneo.

Esposizione e clima

Strelitzia reginae fiore 01
Foto di Wikipedia
  • La luce deve essere molto intensa, e la pianta può ricevere sole diretto, soprattutto al mattino o nel tardo pomeriggio.
  • In casa, una posizione vicino a una finestra esposta a sud, sud-est o sud-ovest è generalmente ottima. Se è stata tenuta a lungo in ombra, abituala gradualmente al sole diretto per evitare scottature sulle foglie. Con poca luce, la sterlizia crescerà più lentamente e difficilmente arriverà a fiorire.

Quanto al clima, la sterlizia adulta può sopportare brevi periodi freschi, ma il gelo può danneggiarla seriamente. La Strelitzia nicolai, invece, tende a diventare molto grande ed è particolarmente adatta ai climi miti.In Italia, può stare all’aperto tutto l’anno nelle zone costiere e invernali più miti; nelle zone dove le temperature scendono frequentemente sotto i 5 °C, è più prudente proteggerla o coltivarla in vaso così da poterla riparare.

Terreno

Per la sterlizia il terreno ideale è fertile, arioso e soprattutto molto drenante. Le sue radici non amano rimanere a lungo immerse nell’acqua. Il terreno deve essere anche leggermente acido o neutro (indicativamente con un pH tra 6 e 7), e non troppo compatto: le radici hanno bisogno di ossigeno.

Irrigazione

È probabilmente l’aspetto più delicato delle cure colturali.

  • In primavera ed estate, annaffiate abbondantemente quando i primi 3–5 cm di terreno sono asciutti.
  • In autunno e inverno, riducete nettamente le annaffiature.
  • Dopo l’irrigazione, lasciate scolare bene l’acqua.
  • Evitate sia la siccità prolungata sia, soprattutto, il ristagno idrico, che può provocare marciumi radicali.

Semina e fioritura

La moltiplicazione avviene per divisione dei cespi prima della fioritura, in primavera, o per semina in marzo-aprile. La fioritura è prevista nell’arco di due o tre anni e avviene nei mesi di aprile e maggio. In caso di semina, i semi freschi vanno interrati a una profondità doppia rispetto alla loro dimensione e il semenzaio va tenuto in un luogo fresco, ombreggiato, a una temperatura costante attorno ai 25 gradi. La sterlizia è una pianta che con i suoi fiori può arrivare ai 90-120 cm di altezza

Coltivazione in vaso

La coltivazione in vaso, a parte la buona esposizione alla luce, richiede l’applicazione di una regola d’oro: meglio una leggera carenza d’acqua che un terreno costantemente zuppo.

Per ottenere un buon drenaggio:

  • usate un vaso con diversi fori sul fondo;
  • scegliete un substrato ricco ma molto drenante, con pomice o perlite;
  • annaffiate bene, ma solo quando il substrato superficiale si è asciugato;
  • svuotate il sottovaso dopo l’irrigazione;
  • non scegliete  un vaso enormemente più grande del pane radicale: troppo terriccio umido attorno alle radici aumenta il rischio di marciume.
La sterlizia nel vaso va coltivata proteggendola dal freddo. Dunque deve stare ben esposta all’esterno con temperature tra i 20 e i 25 gradi, in inverno va riparata all’interno. Il terreno deve essere fresco, fertile, ben drenato e arricchito da argilla espansa. Potete mettere uno strato sottile di pomice sul fondo, ma è ancora più importante avere un buon substrato drenante per tutto il volume del vaso. E durante l’inverno, se la tenete in casa, come una qualsiasi pianta da interno, la temperatura deve essere attorno ai 18-20 gradi.

Rinvaso

La sterlizia non deve essere rinvasata continuamente.
  • In genere ogni 2–3 anni, preferibilmente in primavera.
  • Passate gradualmente a un vaso  un po’ più grande del precedente.
  • Una pianta leggermente “stretta” nel vaso può comunque crescere e fiorire bene.

Potatura e pulizia

La sterlizia non richiede una vera potatura.

  • Eliminate le foglie completamente secche o danneggiate tagliandole alla base.
  • Potete rimuovere le parti rovinate delle foglie, seguendone la forma.
  • Le lacerazioni sulle foglie sono abbastanza normali e fanno parte del modo in cui la sterlizia si adatta al vento.

Problemi e rimedi

Nella sterlizia i problemi più seri sono spesso legati a eccesso d’acqua, cattivo drenaggio, freddo e parassiti. Se volete mantenere una coltivazione il più possibile naturale, conviene intervenire prima con prevenzione e rimedi meccanici.

Problema Sintomi principali Rimedi naturali
Marciume radicale Foglie ingiallite, afflosciate, base della pianta molle, radici scure Sospendere l’acqua, estrarre la pianta, eliminare le radici marce con forbici pulite, rinvasare in substrato nuovo e molto drenante. Non lasciare acqua nel sottovaso.
Cocciniglia Piccoli batuffoli bianchi o scudetti bruni, foglie appiccicose Rimuovere manualmente con un cotton fioc imbevuto di alcool molto diluito; poi lavare la pianta. Per infestazioni leggere può aiutare il sapone molle potassico.
Acari Puntini gialli sulle foglie, foglie opache, eventuali sottili ragnatele Aumentare leggermente l’umidità ambientale, lavare bene le foglie e controllare frequentemente la pianta. Il sapone molle può aiutare contro infestazioni iniziali.
Afidi Insetti piccoli concentrati sui germogli, foglie deformate e appiccicose Getto d’acqua sulle parti colpite e successivamente sapone molle potassico. Ripetere se necessario.

Leggi anche:

Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?