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Caro libri? La banca ti fa il prestito

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La scuola è inziata e i genitori se ne sono accorti anche dal loro prortafoglio più leggero. Mandare i figli a scuola costa infatti fino a 720 euro. Una spesa che per qualche famiglia è davvero troppo: ecco che le banche si sono inventate dei prestiti ad hoc per l’istruzione, che vanno da un minimo di 200 euro a un massimo di 2.000 euro. Ma se si sceglie di bussare alla portata di un istituto di credito per il diritto allo studio dei propri ragazzi, meglio fare attenzione a soprattutto a due aspetti: taeg e polizze. Ecco i consigli di Altroconsumo.

Occhio alle polizze. La banca non può essere beneficiaria della polizza che vende. Per questo se ve ne propone una fate attenzione a questo particolare. Se poi, per concedervi il prestito, l’istituto di credito vi obbliga ad avere una polizza vita deve consegnarvi due preventivi di due compagnie a cui non è legato da accordi commerciali. Entro 10 giorni lavorativi, però, potete cercare altrove una copertura, che la banca deve accettare obbligatoriamente. In tutte le offerte che abbiamo analizzato, comunque, la polizza vita era facoltativa, o almeno così risulta dai siti delle banche. In generale, visto il capitale ridotto e la durata minima del prestito, una polizza vita è da sconsigliare.

Tasso zero: solo in due casi su sei. Abbiamo trovato due offerte a “vero” tasso zero (Banca delle Marche e Banco Popolare). Le altre, pur pubblicizzandolo, hanno poi un taeg diverso dallo zero per la copertura delle spese. Prima della scelta definitiva chiedete il modulo Secci (il modulo europeo standardizzato) che vi aiuta a verificare le condizioni economiche e il taeg. Se, per avere il prestito, è necessario avere il conto corrente nella banca deve essere scritto nel Secci e il suo costo introdotto nel taeg del prestito. Nel taeg va anche inserita, se si paga, l’imposta di bollo di 14,62 euro per prestiti fino a 18 mesi di durata (che diventa imposta sostitutiva dello 0,25% del capitale erogato per durate superiori). Infine ci sono altre spese da tenere in considerazione e che variano da banca a banca: imposta di bollo, spese di istruttoria, incasso rata, invio di comunicazioni, interessi.