Cameron anti-Stato: "Con la Big Society il potere alla gente" | Non Sprecare
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Cameron anti-Stato: “Con la Big Society il potere alla gente”

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Ispirato come Martin Luther King nel giorno della marcia su Washington, pronto per il discorso a Barack Obama sulla relazione speciale anglo- americana, stanco del ruolo di tagliatore di teste, David Cameron, issandosi sul leggio che domenica pomeriggio dominava la platea studentesca alla Hope University di Liverpool, ha voluto prendere per la prima volta il suo posto al tavolo della storia dando corpo al grande sogno della sua avventura alla guida del Paese: trasformare l’Inghilterra in una strutturata, mai vista, esemplare Big Society, in virtu’ della piu’ grande redistribuzione di potere dalle e’lites di Whitehall agli uomini e alle donne della strada.

Dopo un momento di stupore la platea di Liverpool si e’ lasciata andare a un tiepido applauso. Dove ci vuoi portare, David?

Lo Stato si fa da parte, saranno le comunita’ locali, con i fondi messi a disposizione dalla Big Society Bank e la partecipazione dei cittadini comuni piu’ intraprendenti, a gestire i trasporti pubblici, la raccolta dei rifiuti, la conservazione dei parchi e anche l’accesso alla banda larga di Internet in ogni singolo appartamento della nuova Gran Bretagna. Questa terra e’ piena di talenti inespressi, di uomini e donne in grado di guidare la propria vita. Basta con le marionette disilluse e senza anima che agiscono clonando comportamenti altrui. Stimoleremo il volontariato, la filantropia e l’azione sociale. Ci sono cose che un primo ministro fa perche’ il dovere lo chiama, ridurre il debito e’ una di queste. Altre, come la Big Society, perche’ sono il cuore e la passione a spingerlo. Suggestivo, ma non del tutto convincente.

I laburisti l’hanno crocifisso. Altro che sogno, e’ solo un cinico tentativo di dare dignita’ ai tagli selvagggi che preludono al progressivo impoverimento dello stato sociale, lo ha azzannato Ed Miliband. E la collega Harriet Harman ha rincarato la dose: L’unica novita’ e’ che taglieranno ulteriormente i servizi pubblici, perche’ la presunta maggiore autonomia ai consigli di quartiere l’avevamo gia’ data noi. Il percorso della diffidenza l’ha chiuso il Financial Times, sostenendo che i fondi della Big Society Bank (Quattrocento milioni ottenuti dai conti correnti dormienti di cui nessuno rivendica la titolarita’ da anni, secondo il primo ministro), saranno al massimo 60 milioni. Pochi per aprire una nuova era. Non sono cosi’ ingenuo da pensare che tutto funzionera’ magicamente, ha concesso il premier salendo sull’aereo di linea che lo portava al di la’ dell’oceano tra lo stupore degli altri passeggeri.

Il progetto partira’ in aprile in quattro zone campione (la grande area di Sutton a Londra, il Berkshire council di Windsor, l’Eden Valley in Cumbria e la citta’ di Liverpool) dove funzionari pubblici affiancheranno gli amministratori locali per risolvere le questioni burocratiche. Potere al popolo ha gridato convinto Cameron a Liverpool sistemandosi il vestito di sartoria tagliato da Timothy Everest e replicando uno dei discorsi piu’ sentiti – da lui – e meno noti agli elettori – secondo un’indagine di YouGov – non solo della campagna elettorale ma anche delle convention Tory. Come la Thatcher aveva detto: diventate proprietari delle vostre case popolari, noi ora vi diciamo: abbiate piu’ liberta’ di scelta sulle scuole dove vanno i vostri bambini, negli ospedali dove venite curati, diventate azionisti delle imprese in cui lavorate . Dopo il conservatorismo liberista e della Lady di Ferro – deregulation e privatizzazioni – e il laburismo morbido di Blair, l’Inghilterra rilancia la politica della responsabilita’ sociale, sul solco della tradizione di radicale riformismo di Benjamin Disraeli, il vero punto di riferimento di David Cameron. futuro, questo?

Dobbiamo avere piu’ fiducia nella gente, perche’ il governo non e’ l’unica soluzione pubblica nelle nostre vite. La societa’ non deve essere confusa con lo Stato. Era il 30 settembre del 2007 quando il futuro primo ministro pronuncio’ queste parole all’Imperial Hotel di Blackpool. Unvecchio conservatore impomatato si alzo’ in piedi esultando: Questo uomo e’ un cavallo pazzo, ma e’ il nostro cavallo. Seguiamolo . Adesso c’e’ un intero Paese in fila,tremante e con le dita incrociate.

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