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Donne contro donne, ecco come perdono stupidamente la partita per il potere. La confessione di un Rettore: «All’università è impossibile promuoverle»

L’Italia, in quanto a distribuzione del potere al femminile, è dietro il Congo e la Mongolia. Ma dietro questa sconfitta si nasconde un nervo scoperto: l’incapacità di fare un gioco di squadra. E le donne perdono in economia, in politica e nella pubblica amministrazione

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DONNE CONTRO DONNE

Il rettore della Normale di Pisa, Vincenzo Barone, ha fatto una denuncia molto schietta: «Nell’università italiana è impossibile promuovere le donne, ogni volta si scatena il finimondo…». Lettere anonime, denunce, calunnie, insulti. Con il risultato che alla Normale ci sono 35 professori ordinari maschietti e solo 4 donne. Un rapporto che riflette la distribuzione del potere in Italia, tutta a svantaggio delle donne. Tanto che in questa classifica non solo siamo ultimi in Europa, ma siamo scavalcati da paesi come il Congo, lo Zimbabwe e la Mongolia.

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DIFFERENZE DI GENERE NELLE UNIVERSITÀ

Quello che il professore Barone non ha aggiunto, ma conosce molto bene l’aspetto del problema, è che dietro una sconfitta epocale c’è un nervo scoperto: donne contro donne. L’incattivita competizione tra le donne, sfrenata e irresponsabile, che le porta, invece di unirsi per la conquista di posizioni in carriera, a essere sempre divise, e quindi più deboli, una contro l’altra armate. La sconfitta delle donne è a tutto campo. In economia: appena un terzo dei posti nei consigli di amministrazione delle società è rosa. Avete mai sentito parlare di una donna al vertice di una grande banca? Nell’università, l’universo di Barone, abbiamo solo 5 donne rettore su 78 e le donne rappresentano appena il 14 per cento del gruppo dei professori universitari.    Nessuna donna in Italia è Procuratore generale o presidente di una sezione del Tar. Stendiamo un velo pietoso sulla politica, dove abbiamo fatto solo passi indietro, sia per la rappresentanza nel Parlamento sia negli organismi di comando degli enti locali.

L’elenco potrebbe andare avanti all’infinito, ma torniamo al nervo scoperto, alle donne contro donne. Quando ne parlai, alcuni anni fa, con il sociologo Francesco Alberoni, mi diede una risposta piuttosto lapidaria: «Non fanno carriera perché non riescono a fare branco». Cioè lobby, come invece fanno benissimo, in infiniti gironi del potere, i maschietti e gli stessi omosessuali. Un’opinione simile me la diede Anselma Dell’Olio, donna fuoriclasse per autonomia di pensiero, tra le fondatrici del movimento femminista in America.

Nel video, l’intervento del Rettore della Normale di Pisa,Vincenzo Barone, nel corso di Tagadà su La7:

PER APPROFONDIRE: Mamme contro figlie, il preludio del conflitto donne contro donne. E di una sconfitta generale…

CARRIERA DELLE DONNE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA

Purtroppo a queste isolate posizioni non corrisponde una presa di coscienza delle donne, e anzi il tema dell’odio interno che le distrugge, viene rimosso, come se non ci fosse. Perché le donne odiano le donne? Perché si mettono sempre una contro l’altra? Le risposte sono diverse, e partono da lontano, perfino da una competizione ancestrale che le donne coltivano, riservandosi così una forza particolare per conquistare gli uomini, o magari per sconfiggerli.

Quello che conta è il risultato finale: uno spreco puro, un gesto stupido, una vocazione alla sconfitta. Che si sommano ai modi impropri della violenza, fisica e psicologica, del ricatto sessuale, con i quali talvolta gli uomini (ma siamo sicuri che non ci sia anche, in alcuni casi, la complicità femminile?) schiacciano le donne. Per uscire dal tunnel bisognerà, prima o poi, provare a ribaltare il paradigma, ed arrivare a Donne con le donne. Secondo la grazia, la generosità, la passione e anche l’intelligenza che appartengono geneticamente all’universo femminile

(Nell’immagine di copertina, Vincenzo Barone, direttore della Scuola normale di Pisa. Fonte: Il Sole 24 Ore)

QUANDO LE DONNE SONO SVANTAGGIATE RISPETTO AGLI UOMINI