Questo sito contribuisce all'audience di

Donne al lavoro, mariti disoccupati. Così si salvano 1 milione di famiglie

Le donne sono diventate determinanti come diga al devastante fiume, ancora in piena, della Grande Crisi. Eppure continuano a ricevere stipendi e pensioni più basse del 30 per cento rispetto agli uomini. E sono sempre in attesa di interventi concreti per gli asili e i nidi.

di Posted on
Condivisioni

DONNE CHE MANTENGONO LA FAMIGLIA –

Quante sono le famiglie italiane dove lavora soltanto la donna? Quasi un milione, 970mila per la precisione. L’ultima fotografia scattata dall’Istat sull’occupazione nel nostro Paese, riporta le donne, sempre le donne, al centro di uno tsunami che continua a colpire l’economia italiana ed a indebolire la nostra società.

L’argine delle donne è una diga rispetto al malessere capillare di un’occupazione che stenta a riprendere e di un’economia ancora molto fragile. Ed è una diga che si può sintetizzare in questo scenario: sempre più uomini, specie giovani, perdono o non trovano lavoro. E sempre più donne, anche immigrate, riescono a evitare, con il loro lavoro, la povertà della famiglia.

LEGGI ANCHE: Asili nido pubblici. un bambino su tre non trova posto. Come fanno le mamme a lavorare?

MAMME CHE MANTENGONO LA FAMIGLIA –

In generale 2 milioni e 428mila nuclei familiari, pari al 12 per cento del totale, vivono grazie alle entrate femminili. Siamo ormai a una famiglia su otto che dipende dalle donne, gravata anche dagli impegni domestici (coperti per l’87 per cento sempre dalle donne). Per capire l’intensità del fenomeno, basti pensare che soltanto nel 2008, cioè sette anni fa, le famiglie che dipendevano interamente dalle donne erano 1 milione e 731mila, cioè il 9,6 per cento del totale. Quasi la metà di oggi.

PER APPROFONDIRE: Bonus mamma dal 1° gennaio, nuova fregatura per le donne. È legge, ma nessuna lo ha avuto

DONNE NEL MONDO DEL LAVORO –

Sono dunque le donne a salvare l’Italia dalla pesantezza della Grande Crisi, nonostante le mille penalizzazione che subiscono. Con stipendi più bassi rispetto agli uomini e con pensioni ridotte del 30 per cento nei confronti di quelle che incassano i maschi. Con discriminazioni all’accesso e durante le carriere. E nell’assoluta povertà di aiuti concreti, quelli che fanno la differenza, per coniugare lavoro e maternità: asili, nidi, sostegni alla maternità.

E infine sono le donne, come abbiamo visto in altre occasioni, che stanno esplorando nuove strade nell’occupazione e nel lavoro, a partire dal rilancio del settore agricolo e del comparto della produzione biologica. Mai come in questo momento è il caso di dirlo: viva le donne!

COSÌ LE DONNE STANNO CAMBIANDO IL MONDO DEL LAVORO: