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Donne escluse dai “regolieri” di Cortina. Uno schiaffo contro la parità dei sessi

In Veneto, in una delle località più conosciute in Italia per il turismo, Cortina D'Ampezzo, le donne non possono gestire le proprietà terriere e boschive, un diritto riservato solo agli uomini. Un'esclusione superata invece a Costalta di San Pietro di Cadore.

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ESCLUSIONE DONNE REGOLE D’AMPEZZO –

Ogni giorno ascoltiamo qualche predica, tutta italiana, sullo spreco delle qualità professionali, e in generale sul lavoro, delle donne. Ci vengono a raccontare che con più donne occupate, ci sarebbe un balzo in avanti della crescita economica del Paese (quella che tutti aspettano per uscire dal tunnel di una maledetta Grande Crisi), oltre che una reale parità tra i sessi. E sappiamo, qui parlano i numeri, quanto le donne in Italia siano ancora discriminate sul lavoro, in termini di differenze di stipendi rispetto ai maschi e minore accesso ai vertici, al potere delle aziende private e dell’universo pubblico. Adesso veniamo a scoprire che nel civilissimo Veneto e in una delle località più ricche d’Italia, Cortina d’Ampezzo, le donne sono perfino escluse da diritti fondamentali. E giustamente si ribellano.

È stata infatti bocciata la proposta di equiparare le donne di Cortina d’Ampezzo agli uomini nell’antica istituzione cittadina nota come le Regole ampezzane, approvata nel Tardo Medioevo. L’Assemblea ha bocciato la modifica richiesta riguardo il regolamento comunitario e ha detto no anche al riconoscimento del titolo di consorte con pieni diritti alle donne e ai giovani.

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COSA PREVEDONO LE REGOLE AMPEZZANE –

Le donne di Cortina D’Ampezzo, in base al regolamento dell’istituzione, non possono gestire le proprietà terriere e boschive, un diritto riservato solo agli uomini. Solo in assenza di fratelli è concesso alle figlie femmine di ottenere questo “privilegio”. Le donne regoliere però, perdono ogni diritto se decidono di sposare un uomo proveniente da un’altra comunità, un foresto, o da una famiglia non regoliera. Senza il permesso dei “capi” le donne non possono neppure decidere di tagliare un albero o coltivare un campo.

LA PROTESTA DELLE DONNE DI CORTINA D’AMPEZZO –

Per protestare contro le Regole ampezzane e il mancato riconoscimento della parità dei diritti garantita dalla Costituzione, le donne di Cortina d’Ampezzo hanno indossato un burqa, denunciando che nella cittadina, molto frequentata in Italia a livello turistico, il tempo si è fermato al Medioevo.

IL CASO DEL REGOLAMENTO DI COSTALTA IN VENETO –

Un passo storico quello del riconoscimento di pieni diritti alle donne che è stato compiuto invece dall’Assemblea di Costalta di San Pietro di Cadore in Veneto. È stata eliminata del tutto la distinzione di genere e si è deciso di raddoppiare il numero dei regolieri.

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