A che cosa fa bene lo iodio

Essenziale per la sintesi degli ormoni tiroidei, lo iodio normalizza il metabolismo, regola molte funzioni vitali e svolge un’azione antiossidante. Ecco come assumerlo al meglio

benefici dello iodio
Lo iodio è un micronutriente essenziale: il corpo ne ha bisogno in piccole quantità, ma è fondamentale per diverse funzioni vitali, soprattutto legate alla tiroide. Lo iodio, dal greco antico “iodes” (violetto) è un minerale diffuso in natura in diverse forme chimiche. Sotto forma di ioduro è presente in percentuali ridotte nelle acque marine mentre risulta piuttosto abbondante, come iodato di sodio, in alcuni depositi salini.

Benefici

Lo iodio occupa un importante ruolo preventivo nei confronti di diverse patologie, in particolar modo quelle tiroidee. Si tratta infatti di un micronutriente fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la sintesi degli ormoni tiroidei, ovvero la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4). Gli ormoni tiroidei regolano numerosi processi metabolici che coinvolgono diversi organi e apparati in tutte le fasi della vita, a partire da quella fetale. Tra queste funzioni metaboliche, sono inclusi lo sviluppo del sistema nervoso centrale e l‘accrescimento corporeo. Lo iodio svolge quindi un compito cruciale nel funzionamento della tiroide, organo che a sua volta influenza molti aspetti della salute. Se la tiroide funziona bene, infatti, il nostro organismo si mantiene in forma con più facilità, evitando l’accumulo di grasso o l’eccessiva magrezza. Questa ghiandola occupa un posto di prim’ordine anche nella regolazione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa nonché nella rimozione delle tossine e nella corretta metabolizzazione di altri minerali, come il calcio e il silicio. Un apporto adeguato di iodio contribuisce poi a mantenere la pelle sana e a rendere i capelli più forti. Un’altra proprietà che la letteratura scientifica attribuisce al minerale è quella di agire come antiossidante.

Altri benefici sono:

Sviluppo del cervello (soprattutto nei bambini)

Durante gravidanza e infanzia, lo iodio è fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso. Una carenza può compromettere:

  • capacità cognitive
  • sviluppo neurologico del feto e del bambino

Prevenzione del gozzo

Una carenza di iodio può far ingrossare la tiroide (gozzo), perché la ghiandola cerca di “compensare” la mancanza producendo più ormoni.

 Supporto al metabolismo e all’energia

Se la tiroide funziona bene grazie allo iodio, anche il metabolismo è più stabile: energia, peso corporeo e vitalità sono meglio regolati.

Cosa comporta la carenza di iodio

Un insufficiente apporto di iodio durante la vita intrauterina e neonatale può provocare diversi impatti, anche seri, che si spingono fino all’arresto della maturazione dell’encefalo, con gravi conseguenze sullo sviluppo intellettivo. Più avanti, la carenza iodica può invece avere effetti più o meno rilevanti a livello neurologico, cardiovascolare e muscolo-scheletrico. La mancanza di iodio è inoltre all’origine di gran parte delle malattie tiroidee, prima tra tutte il gozzo multinodulare, conosciuto comunemente come gozzo. Siamo di fronte a una patologia consistente nell’aumento di volume della tiroide. Come puntualizza Epicentro, il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura dell’Istituto Superiore di Sanità, “in Italia si ammalano di gozzo circa 6 milioni di persone, più del 10 per cento della popolazione del nostro paese”. Nella sola popolazione giovanile, il gozzo si manifesta su almeno il 20 per cento delle persone. Sotto il profilo economico, l’impatto della malattia è stimato in oltre 150 milioni di euro all’anno.

Dove si trova

L’organismo produce iodio solo in piccole quantità. La fonte principale del micronutriente resta perciò il cibo. Oltre che a ricorrere all’uso di sale iodato, per garantire al corpo un corretto apporto giornaliero di questo prezioso minerale risulta utile consumare alimenti che ne contengono in buone quantità.

iodio

Iodio nel mare

Il mare è ricco di iodio. Un litro di acqua di mare contiene circa 50 microgrammi di iodio, a fronte di un fabbisogno giornaliero di 150 microgrammi. Anche respirare a pieni polmoni l’acqua del mare ci consente di assorbire iodio, ed è uno dei motivi per i quali alle persone che hanno problemi alla tiroide viene consigliata una vacanza per curarsi al mare. Con bagni nell’acqua salata e ricca di iodio, passeggiate durante le quali si respira lo iodio marino, con il vento, la temperatura e l’umidità dei luoghi balneari. Attraverso l’aria del mare, è come se facessimo un aerosol naturale a base di iodio, cloruro di sodio, bromo e magnesio. L’unica raccomandazione dei medici è di preferire le prime ore del mattino, entro le 11, e dopo le 16 del pomeriggio.

Fabbisogno giornaliero

Per quanto riguarda il fabbisogno, la dose di iodio raccomandata ad un adolescente o a un adulto, secondo i parametri di riferimento europei, è pari a 150 microgrammi al giorno. Il fabbisogno quotidiano varia però a seconda dell’età ed è più elevato nelle donne in gravidanza e durante l’allattamento, periodi della vita femminile in cui raggiunge i 200-290 microgrammi al giorno.

I cibi che contengono iodio

Le fonti alimentari principali dello iodio sono il pesce di mare e i crostacei. Anche le alghe ne contengono in buone percentuali. In altri alimenti, lo iodio è invece presente in quantità piuttosto variabili. Altri cibi in cui è possibile reperirlo sono ad esempio:

  • Le uova
  • I cereali
  • La carne
  • Il latte vaccino

Come si può assumere

Il minerale si trova anche nella frutta, nei legumi e negli ortaggi, in percentuali che variano a seconda della presenza di iodio nel terreno su cui i prodotti sono cresciuti.

Come si usa lo iodio

Accanto al ruolo essenziale che occupa per la salute dell’organismo, oggi lo iodio viene utilizzato in diversi composti destinati a svariati usi. Tra gli utilizzi più noti, si possono ricordare:

  • La tintura di iodio per disinfettare
  • Lo ioduro di potassio in fotografia
  • Lo iodio come mezzo di contrasto in radiografia e in tomografia computerizzata

Sale iodato

Studi specifici hanno evidenziato che la quantità media di iodio che viene assunta quotidianamente tramite l’alimentazione risulta insufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero del minerale. Per questo motivo, sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità sia il Ministero della Salute suggeriscono di prevenire l’eventuale carenza usando sale iodato al posto del comune sale da cucina. Il sale arricchito di iodio consiste in normale sale da cucina a cui sono stati aggiunti dei sali di iodio. Non presenta sapori né odori particolari. Per una corretta conservazione va riposto in un luogo fresco, al riparo della luce e dell’umidità. In aggiunta a quello già ingerito con la dieta, ogni grammo di sale iodato fornisce all’organismo 30 microgrammi di iodio in più corrispondenti, nel caso di un soggetto adulto, a 1/5 della quantità che occorre assumerne ogni giorno. Nel contempo, è tuttavia opportuno diminuire l’abituale consumo di sale. Apporti di sodio elevati aumentano infatti il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari. La parola d’ordine da seguire, quindi, è: “Poco sale ma iodato”.

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