Aumento costi dei conti correnti bancari - Non sprecare
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Conti correnti in Italia, perchè sono i più cari d’Europa. Ed è impossibile cambiarli

La legge sulla portabilità risale al 2015, ma solo l'11 per cento dei clienti riesce a cambiare conto.Il motivo? Risparmierebbero tra il 38 e il 68 per cento dei costi. Quelli che sono ancora i più alti d'Europa.

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AUMENTO COSTI DEI CONTI CORRENTI BANCARI –

L’ultima, amara scoperta per i clienti delle banche italiane, dove i costi di qualsiasi disastro lo pagano sempre e solo i correntisti, si chiama “come impedire il cambio del conto corrente”. Secondo l’antica regola del fare le leggi (sempre presentate come rivoluzionarie riforme) e trovare gli inganni, l`associazione Altroconsumo ha fatto la seguente scoperta: le nuove norme sulla portabilità dei conti, che risalgono al 2015 e dovrebbero consentire di cambiare il proprio conto in soli 12 giorni, sono applicate dalle banche soltanto nell’11 per cento dei casi, rispetto alle richieste dei clienti. Nulla.

Ogni scusa è buona per remare contro e spillare soldi al risparmiatore. Già, il trucco, e lo spreco, nasce dal fatto che alle banche non conviene che il cliente chiuda un conto e poi ne riapra un altro alle nuove condizioni. E sapete il motivo? Semplice: con i nuovi conti i costi di gestione si abbattano tra il 38 e il 68 per cento. E questo a lor signori delle banche non va giù, meglio allora boicottare una legge dello Stato e trovare il modo con il quale continuare a salassare i clienti, cosa che finora è sempre andata bene agli istituti di credito italiani.

Dove si trovano le banche più care d’Europa? In Italia. E quelle più a rischio, anche per colpa di una grave corruzione al loro interno? Sempre in Italia. Tante volte sentiamo parlare dei costi della corruzione e del malaffare, secondo la Corte dei Conti uno spreco da decine e decine di miliardi di euro l’anno, ma poi arrivano dei fatti concreti che ci parlano di un prezzo molto più alto, perfino incalcolabile, che paghiamo, ogni giorno, come cittadini e come consumatori.

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COSTI DEI CONTI CORRENTI –

Il caso delle banche è davvero paradigmatico. Le commissioni che i correntisti, anche un semplice pensionato o uno studente che con i suoi lavoretti mette da parte un piccolo gruzzolo, pagano alle banche italiane sono le più alte d’Europa e valgono il 36,5 per cento dei ricavi totali. Per carità: qualsiasi istituto di credito offre un servizio al cliente, ed è giusto che ne abbia una remunerazione. Ma un conto è il guadagno, che tra l’altro in termini generali si va restringendo per effetto dei tassi bassi, altra cosa invece è la tosatura dei clienti, specie i più deboli, per tappare i buchi, anzi: le voragini, che si sono aperti nel sistema bancario per colpa della corruzione e del malaffare. Questo è uno spreco inaccettabile e un colpo davvero pesante alle spalle dei consumatori.

AUMENTO COSTI DEI CONTI CORRENTI PER PAGARE LE BANCHE SALVATE –

Nei primi sei mesi dell’anno, cioè per esempio da quando si è dovuto intervenire per salvare dal fallimento banche come Banca Etruria, CariFerrara , CariChieti e Banca Marche (dove dirigenti, consiglieri di amministrazione, e vertici vari, ne hanno combinate di tutti i colori), le spese per i correntisti di tutte le banche italiane sono aumentate, in media, del 6 per cento (tenete conto che l’inflazione è quasi zero), e si prevede almeno un altro sei per cento entro la fine dell’anno.

AUMENTO COSTO CONTI CORRENTI BANCHE ONLINE –

In Italia, sempre per fare una media, una famiglia paga solo per i costi di tenuta del conto (si chiama Costo sportello) 135 euro l’anno (104 se sceglie l’opzione web), ma ci sono istituti, come la Banca Popolare di Milano che ti stangano con 169,37 euro e altri, come l’Ubi, che hanno presentato un conto ai clienti con aumenti dei loro costi pari al 12 per cento. Anche CheBanca!, che dovrebbe costare meno per le sue attività sul web, ha pensato bene di raddoppiare i suoi costi, con una bella tosatura ai danni dei correntisti. Se poi aggiungete che il rendimento, a favore del correntista, dei soldi depositati su un conto corrente è pari a zero, mentre il tasso passivo (quello che il cliente paga se prende soldi a prestito) è schizzato al 18 per cento, vi è chiaro il quadro da stangata con il quale gli italiani devono fare i conti.

AUMENTO COSTO CONTI CORRENTI PER SALVATAGGIO BANCHE –

Per giustificare questa raffica di aumenti a tutto campo, le banche mettono sul tavolo il seguente argomento: abbiamo bisogno di più soldi per pagare il conto dei salvataggi fatti, e solo il mancato fallimento di Banca Etruria, Cari Chieti, CariFerrara e Banca Marche, finora è costato la bellezza di 1,8 miliardi di denaro contanti. Spese che sono state appunto scaricate sui correntisti, con un enorme spreco del loro risparmio. E i corrotti che hanno contribuito al fallimento pagheranno mai un euro? Ci sarà qualcuno che una volta condannato sconterà una pena? Guardate che purtroppo non stiamo parlando di pochissime mele marce, o di casi isolati all’interno del sistema. Queste sono favole che qualcuno tira fuori per coprire il marcio delle banche italiane. In questi giorni si è aperto il processo per tutti gli ex vertici del Monte dei Paschi di Siena, altra banca a rischio fallimento, a partire dall’ex presidente Giuseppe Mussari (che tra l’altro era anche presidente dell’Abi, cioè l’associazione nazionale di tutte le banche) e dall’ex direttore generale Antonio Vigni. Con loro, devono comparire davanti ai giudici altre 14 persone e la prima udienza, così funziona la Giustizia in Italia, è fissata per il prossimo 15 dicembre. Immagino che siano in tanti a puntare sulla solita prescrizione….  Lo stesso obiettivo, statene certi, che potrebbero avere i 51 funzionari di banche (sì, avete capito bene:51) coinvolti nel crack di un’azienda di mozzarelle e latticini, la Medeghini di Mazzano. Il botto è stato di 600 milioni, in gran parte prestiti facili ricevuti dalle banche, grazie a dirigenti e funzionari spregiudicati, ovvero corrotti.  Un conto, come tutti quelli legati alla cattiva gestione e al malaffare, che poi si scarica sui clienti dell’intero sistema italiano. Direbbe Totò: Tu rubi, e io pago.

PER SAPERNE DI PIÚ: Crac Veneto Banca, così si sprecavano i soldi dei risparmiatori rimasti senza un euro