5 consigli per orientarsi nella giungla dell’arte contemporanea

Innanzitutto non inseguite le curve del mercato. Ma scegliete quello che vi piace secondo gusti e passioni. E frequentate i musei

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Come sempre, quando si tratta di arte, ciò che conta è l’emozione di chi osserva, il pathos che genera. se poi parliamo di arte contemporanea questa scelta è ancora più netta, in quanto c’è da orientarsi in una giungla ormai dominata dal mercato più che dai gusti e dall’estetica. E si rischia solo di sprecare tempo, soldi e opportunità. Ecco allora cinque consigli per approcciare l’arte contemporanea in modo libero e convincente.

Non sprecate tempo a interpretare

Che cosa significa? Ma è davvero arte? Cosa vuole dire e rappresentare? E poi, in fondo, lo posso fare anch’io… Alcune reazioni di fronte a un’opera d’arte contemporanea sono piuttosto scontate, come se facessimo fatica a voler riconoscere l’innovazione del  linguaggio e la fatica dell’artista che cerca di affermarlo. L’approccio va rovesciato, e l’opera va vista senza pregiudiziali estetiche, ma con la mente aperta delle persone curiose.

Non fatevi condizionare dal mercato

Francesco Bonami, un noto critico d’arte contemporanea,  suggerisce di arrivare  all’opera d’arte attraversando una sorta di porta invisibile. Dopo la quale il lavoro che stiamo guardando suscita in un  pensiero, una memoria, un’emozione, una suggestione. Qualcosa di nuovo. Altrimenti non ci sarebbe differenza, per esempio,  tra la videoarte e un programma televisivo.Il problema è che questa porta non può essere il mercato, inquinato da altre valutazioni: oggi anche le banche condizionano i valori dei lavori degli artisti, in quanto nel portafoglio dei clienti-investitori-risparmiatori una quota dei patrimoni è investita direttamente in opere d’arte. La porta giusta è quella che attraversa il nostro senso estetico, le nostre passioni e ciò che proviamo di fronte al lavoro dell’artista. poi, se volete, potete anche aggiungere, come corollario,  la risposta alla domanda: “Come ci sta nel mio salotto?”.

L’intuizione creativa

Pablo Picasso diceva: «Tutti copiamo, il genio crea».  Molte opere contemporanee ci sembrano già viste, superate, copie di lavori fatti in passato. Ma l’artista riesce davvero a sedurci se fa un salto in avanti, anche rispetto all’immagine precedente così simile alla sua nuova opera. E non è indispensabile essere complessi con il lavoro. Bonami cita un famoso dipinto di Van Gogh con la semplice immagine delle sue scarpe sporche di fango. Quella immagine, grazie al genio creativo dell’artista, è diventata un’icona, in quanto sintetizza la solitudine, la tristezza, la depressione. La durezza della vita quando si è infelici.

Diffidate degli studi

L’arte contemporanea non va studiata con manuali vari. Certo: è importante frequentare i musei e saperli visitare nei tempi giusti. Ripercorrere  il filo della storia dell’arte, per capire come tra lo stile del Rinascimento e le installazioni contemporanee c’è comunque un filo rosso fatto di pensiero e di talento. E una volta che un’opera, o un artista, ci hanno emozionato, è bene allora approfondire, e scoprire tutto il suo percorso e la sua vita.

E fidatevi dei musei

Per apprezzare l’arte contemporanea, come quella antica, è sempre opportuno frequentare i musei. E non limitarsi alle inaugurazioni mondane di mostre e vernissage. I musei parlano, istituzionalizzano e danno la rotta di un artista. Aiutano a storicizzare un linguaggio, a renderlo eterno nella continuità con altri linguaggi. Il vero dizionario per capire l’arte contemporanea lo assorbite proprio visitando i musei e innanzitutto le loro collezioni permanenti.

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