Gravellona Lomellina, il borgo diventato un museo a cielo aperto

Affreschi nelle strade e sulla facciate della case.

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Un museo a cielo aperto. Un piccolo paese, un borgo di 2.700 abitanti che vivono tra quadri, mosaici, ceramiche: Gravellona Lomellina, in provincia di Pavia, a meno di un’ora di distanza da Milano e al confine con il Piemonte, è davvero un posto speciale. Unico in Italia.
Il museo diffuso è sparso dappertutto tra le strade della cittadina e della sua frazione Barbavara. Sui muri, tra le strade, nei vicoli. Le opere sono state accumulate e disposte come arredi urbani a partire dal 1992 e negli ultimi anni si è deciso di passare anche alle copie di originali esposti nei musei. In particolare macchiaioli e divisionisti, pittori ottocenteschi, come Emilio Longoni, Telemaco Signorini, Angelo Morbelli. Artisti che hanno raccontato, con i loro lavori, la povertà, la miseria, i drammi del popolo.

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Passeggiando per il centro e nella frazione di Barbavara potete ammirare:

  • Murales e affreschi su edifici e strutture urbane
  • Mosaici e decorazioni artistiche sul suolo
  • Elementi di ferro battuto su tetti o paletti
  • Sculture, installazioni e opere colorate integrate nel paesaggio urbano
Il momento ideale per visitare Gravellona Lomellina è durante “La Festa dell’Arte”,  programmata tra il 31 maggio e il 2  giugno, con arte, musica, poesia, mercatini e visite guidate nel borgo, trasformato in vero e proprio palcoscenico culturale.

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Le immagini sono tratte dalla pagina Facebook Gravellona Lomellina Paese d’Arte, Natura e Fantasia dedicata al progetto

Immagine di copertina: Flickr/gabri58

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