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Nuove tendenze: l’arte di arrangiarsi diventa sana economia

La lezione in un libro di tre cervelloni indiani che stanno diffondendo nel mondo nuove idee per la crescita economica. Molto Non sprecare…

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ARTE DI ARRANGIARSI PER UNA NUOVA CRESCITA ECONOMICA – Arrangiarsi è una prerogativa, quasi genetica, dei napoletani e in generale dei meridionali. Ma non solo. In tempi di Grande Crisi può essere una chiave per provare a declinare i punti cardinali di quello che gli studiosi di mezzo mondo stanno cercando come una moderna Pietra filosofale: il nuovo modello di sviluppo. Per fare crescita economica, occupazione, e uscire attraverso nuove porte dal buio della recessione e della stagnazione. Una conferma arriva da un best seller scritto da tre cervelloni indiani, tutti accreditati nelle accademie e nel girone dell’industria ad alto potenziale tecnologico degli Stati Uniti, e appena tradotto in italiano (Jugaaad Innovation, edizioni Rubbettino) in un’edizione a cura di Giovanni Lo Storto, direttore generale della Luiss, e Leonardo Previ, presidente di Trivioquadrivio.

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LA PAROLA HINDI JUGAAD – Navi Radjou, consulente strategico nella Silicon Valley, Jaideep Prabhu, professore all’università di Cambridge, e Simone Ahuja, fondatrice della società di consulenza Blood Orange, mettono sul tavolo la jugaad, una parola hindi che può essere tradotta come una soluzione innovativa e improvvisata che nasce dalla creatività e dall’ingegno. Un modo per arrangiarsi, ma non verso il basso, da sconfitti, quanto verso l’alto dell’innovazione e della crescita economica. Scrivono Lo Storto e Previ: «La jugaaad rappresenta una imperdibile opportunità, che può consentire alle nostre piccole e medie imprese di tornare ai modelli virtuosi del boom economico. D’altra parte, solo per fare un esempio, è su questa cornice mentale dell’arte di arrangiarsi  che si è intestata la cultura del design e della creatività cui l’immagine dell’Italia nel mondo deve così tanto». La soluzione creativa, l’arrangiarsi, è stata una delle leve dell’esplosivo sviluppo indiano in questi ultimi anni. Federico Rampini, autore della prefazione del libro e corrispondente di lungo corso in India e in Cina, racconta di una lavatrice da 50 euro con una speciale memoria elettronica programmata per neutralizzare i continui blackout elettrici, molto frequenti in India, e per consentire al programma di lavaggio di riprendere indisturbato il suo lavoro appena riprende la fornitura di energia. Ancora: in un piccolo e sperduto villaggio indiano nel deserto del Gujrat, dove si studiano e si applicano migliaia di invenzioni jugaad nate dal popolo e dall’ingegno locale, un semplice vasaio, Mansukh Prajapati, ha brevettato e messo in produzione il frigorifero d’argilla. Come funziona? L’acqua filtra da un vano superiore attraverso le pareti laterali, raffreddando, grazie all’evaporazione, il recipiente per il cibo piazzato più in basso. Il frigorifero di Prajapati non consuma elettricità, è completamente biodegradabile e non produce rifiuti nel corso della sua vita. Un’autentica e geniale innovazione.

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LA JUGAAD COME NUOVA LEVA PER L’ECONOMIA DOPO LA GRANDE CRISI – Ma la jugaad non è solo una bussola, più filosofia che teoria economica, orientata alla capacità di arrangiarsi: è una leva per riscrivere i paradigmi dopo la Grande Crisi. E in questo si sovrappone perfettamente con il dittico Non sprecare. Arrangiarsi, nel senso qui proposto, significa fare ricerca e innovazione, orientate all’utilità dei prodotti e non a una rincorsa compulsiva di oggetti superflui. Significa riscoprire cultura, valore e mestieri legati alla manutenzione, all’artigianato, all’homo faber. E sconfiggere così il culto dell’usa e getta che ci ha portato nel baratro del crack economico. E infine significa frugalità, che non si traduce né in pauperismo né tantomeno in decrescita, quanto in nuovi, e più responsabili stili di vita con relativi consumi. Ispirati all’obiettivo di Non sprecare e di fare una sana crescita economica.

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