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Il vademecum dell’amicizia: consigli di comunicazione per i compagni dei bimbi autistici

Il vademecum dell'amicizia stilato da una mamma per i compagni di scuola del figlio autistico: per aiutare gli altri a comprendere in che modo poter comunicare con il bambino e instaurare un contatto con lui.

Il vademecum dell'amicizia: consigli di comunicazione per i compagni dei bimbi autistici
Come comunicare con i bambini autistici
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COME COMUNICARE CON BAMBINI AUTISTICI -

Il 2 Aprile di ogni anni si celebra la giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo. Comunicare con un bambino affetto da autismo potrebbe rivelarsi difficoltoso: molto spesso i piccoli affetti da tale patologia non ti guardano e non ti parlano. Sembra quasi che non ti ascoltino. In realtà non è così e chi li frequenta sa quanto siano sensibili. L’idea di un vademecum dell’amicizia è venuta alla mamma di Matteo, bambino affetto da autismo, per aiutare i compagni di classe a relazionarsi con il figlio.

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COS’E’ L’AUTISMO -

L’autismo è una malattia di cui si conosce ancora poco. Non si può prevedere con test genetici come altre forme di disabilità e, spesso, ci si accorge che qualcosa nel proprio bimbo non funziona nella maniera normale solo quando comincia a frequentare il nido o la scuola dell’infanzia. Ma i bimbi autistici, proprio come quelli normodotati, hanno il loro modo di comunicare anche se evitano gli sguardi, il contatto e spesso anche la lingua parlata.

L’INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEL BAMBINO AUTISTICO - Ecco il vademecum dell’amicizia stilato dalla mamma di Matteo per aiutare i suoi compagni di classe a relazionarsi con lui:

  1. Sono solo perchè il mio autismo mi impedisce di comunicare ma vorrei tanto parlare e giocare con te.
  2. Salutami quando ci incontriamo. Forse non riuscirò a risponderti ma sarò felice lo stesso.
  3. Posso ascoltare le tue parole ma non le capisco fino a che non le ho imparate a memoria una ad una. Inoltre sento i suoni e i rumori in maniera molto amplificata, assordanti come un trapano.
  4. Se parli velocemente e utilizzi frasi lunghe non riesco a capire che cosa vuoi dire. Le parole mi sembrano unite le une alle altre come un lungo treno. Se non capisco quello che mi dici spiegamelo lentamente, con gesti e mimica. Oppure con l’aiuto di figure.
  5. Non offenderti se mentre mi parli non ti guardo. Sembra che io non ti ascolti ma, in realtà, sono attentissimo a ciò che dici.
  6. Non posso guardarti negli occhi. Se mi fai una domanda, anche se so la risposta, non riesco a dirtela.
  7. La luce mi da fastidio per questo amo gli occhiali scuri. Alcuni ragazzi come me non riescono ad attraversare un prato perchè è troppo verde. Alcuni colori mi terrorizzano.
  8. Il mio olfatto è molto sviluppato: annuso tutto, anche quello che mangio. La mia pelle non sopporta i vestiti. Le cuciture mi fanno impazzire. Anche essere toccato mi provoca quasi un dolore. Non sopporto nemmeno il vento sulla pelle.
  9. Quando si lavora in gruppo dammi ordini semplici e fammi vedere come si fa.
  10. Se giochiamo insieme passami la palla. All’inizio sarò una frana ma giocare mi rende felice.

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