'Vivi lieve', l'ultimo libro di Antonio Galdo - Non sprecare
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‘Vivi lieve’, i quattro piccoli passi verso la felicità. Dalla gentilezza alla scoperta della spiritualità

Il libro scritto da Antonio Galdo, con l’aiuto di tutta la comunità di Non sprecare. Una bussola per orientarsi nell’era del disorientamento. E un modo di stare al mondo. Con gioia

Un libro per trovare la bussola nel mare aperto dell’esistenza. ‘Vivi lieve‘, l’ultima fatica editoriale del direttore di Non sprecare, Antonio Galdo, ma realizzato con i consigli e le segnalazioni di tutta la nostra comunità, è un viaggio alla scoperta di un modo di stare al mondo che sia in grado. Con semplicità, per scardinare quelle costrizioni che spesso ci impediscono di spiccare il volo, e con l’obiettivo di raggiungere un traguardo ambizioso: il lucido miraggio del benessere e della felicità.

VIVI LIEVE ANTONIO GALDO

Lo stile di vita descritto in ‘Vivi lieve‘ è lo stesso intorno al quale si è cementata la comunità di Non sprecare che, in questi anni in un rapporto di vicendevole scambio, ha contribuito a dare vita a un vero e proprio manifesto. Nello specifico il direttore, partendo da alcuni frammenti della propria biografia, ha messo in fila quattro punti cardine (in altrettanti capitoli) dai quali far partire una ribellione ‘gentile’ da attuare attraverso gesti quotidiani, piccoli ma dall’enorme valenza. Il primo è la gentilezza, che si declina attraverso la condivisione, l’ascolto, e il benessere fisico ed emotivo. Perché accanto all’imprescindibile dimensione virtuale nella quale siamo immersi, dobbiamo trovare il tempo per riscoprire gesti antichi come il bacio, l’abbraccio e la carezza, di cui spesso colpevolmente ci dimentichiamo.

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Il secondo ha a che fare con l’ambiente che ci ospita perché, secondo Galdo, è fondamentale ricominciare a godere degli spazi della natura, “imparare a muoversi e a nutrirsi, senza ossessioni, curare come nostra, e non di altri ignoti, la casa comune, coltivare i valori del senso civico e dell’urbanità”. E quindi camminare, scoprire, per tornare ad immergersi in atmosfere che sono alla base della nostra cultura.

UN MODO NUOVO DI RIBELLARSI

Il terzo, imprescindibile, piccolo gesto da mettere in pratica per ritrovare le coordinate in mezzo al mare della vita è il silenzio, inteso anche come riposo. Il direttore, infatti, mette in discussione l’appartenenza di ognuno di noi alla “società della stanchezza”, figlia di un mondo sempre più globale e competitivo. Ragione per la quale ci invita alla ribellione per riappropriarci della lentezza, attraverso la quale tornare ad assaporare i piaceri della vita leggera. Un libro, un viaggio, una sana chiacchierata con il prossimo ma anche con noi stessi.

L’ultimo punto cardine di ‘Vivi lieve‘ gira intorno all’importanza del dubbio, unico vero antidoto contro la tendenza a costruire fragili castelli di certezze. Per raggiungere la tanto sperata felicità, infatti, è necessario abbattere le mura di queste fortezze, accettando la propria fallibilità e allontanando i deliri di onnipotenza di cui spesso la società contemporanea ci riempie le orecchie.

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L’IMPORTANZA DEI PICCOLI GESTI

Piccoli, grandi, gesti quindi che, per l’autore di ‘Vivi lieve’, hanno potenzialità infinite perché agiscono nello spazio delle nostre esistenze, sia come singole persone che come comunità. L’importante è tener sempre sotto controllo quei punti cardinali che possono esserci molto utili nel portare a termine la missione più importante: vivere a pieno la nostra esistenza.

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VIRTÙ CHE CI RENDONO LIBERI E FELICI

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