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Viticoltura sostenibile, come è possibile non sprecare nulla. Dai resti della potatura agli scarti della vinaccia. Tutto si recupera

L’economia circolare nel mondo del vino: il modello del Gruppo Caviro. Dalla vinaccia arrivano prodotti per l’industria farmaceutica e per produrre colori naturali. E anche energia elettrica e termica . L’attenzione dei consumatori per i vini sostenibili

SOSTENIBILITÀ NELLA VITICOLTURA

Come fa una grande cantina a essere sostenibile? Con questo interrogativo, il 22 ottobre, si è aperta la tavola rotonda “Il nostro modello di economia circolare“, organizzata dal Gruppo Caviro, cooperativa agricola leader nel settore vinicolo italiano, che conta 31 soci e ben 12.800 viticoltori. L’evento è stato ospitato nella suggestiva cornice della Fondazione Riccardo Catella, nel cuore pulsante del quartiere Isola di Milano. Un incontro in cui Caviro si è presentata al pubblico per raccontare la sua storia di sostenibilità che dura da oltre cinquant’anni.

Dopo un’introduzione del Presidente della cooperativa, Carlo Dalmonte, protagonisti del dibattito, insieme al direttore generale del Gruppo, SimonPietro Felice, sono stati tre esperti ambientali: Francesco Arecco, avvocato e naturalista, Emanuele Bompan, giornalista ambientale e geografo e Mario Bonaccorso, Coordinatore del Cluster Nazionale della Chimica verde SPRING. A guidare la discussione, la voce di Tessa Gelisio, conduttrice televisiva, blogger e ambientalista.

L’evento è stato non solo l’occasione per presentare la prima edizione del Bilancio di Sostenibilità del Gruppo Caviro, ma anche e soprattutto per conoscere da vicino un significativo esempio di economia circolare. Un prototipo di filiera produttiva interamente pensato per auto-rigenerarsi, dove gli scarti, da materiali destinati allo smaltimento in discarica, assumono invece i connotati di straordinaria risorsa. Permettendo così di non sprecare nulla e di fare bene all’ambiente.

SOSTENIBILITÀ COME RESPONSABILITÀ

Quella di Caviro è una storia di eccellenza vinicola tutta italiana che ha fatto del modello cooperativo il suo punto di forza, poiché in grado di fondere magistralmente l’obiettivo della sostenibilità sociale ed economica a quello del ridotto impatto ambientale. Il tutto con largo anticipo rispetto ai tempi. Il Gruppo ha infatti imboccato il percorso della sostenibilità fin dagli anni Ottanta, momento storico in cui politiche ambientali di tale natura non erano ancora un trend, come accade invece ai giorni nostri. La stesura di un Bilancio di Sostenibilità è stata quindi la spontanea conseguenza di un percorso che giunge da lontano.

Viticultura sostenibile

Ma cosa significa per Caviro essere sostenibili? Come puntualizzato dal Presidente Carlo Dalmonte, tra le tante definizioni possibili, la sostenibilità è anche un concetto “che fa rima con responsabilità”. Una responsabilità che si connota come consapevolezza del fatto “che le imprese non sono corpi estranei ma sono inserite nella società, nell’ambiente e nell’economia, ovvero i tre pilastri tradizionali a cui ci si riferisce quando si parla di sostenibilità”, ha precisato Dalmonte. E di fatto, ripercorrendo la storia del Gruppo Caviro, si possono riscontrare tutta una serie di iniziative che hanno contribuito a offrire un esempio di sostenibilità e di responsabilità, a partire dal modello di economia circolare adottato dalla cooperativa.

IL MODELLO DI ECONOMIA CIRCOLARE DI CAVIRO

Caviro ha messo al centro dell’attenzione un’idea di recupero, inteso come ciclo virtuoso capace di soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere le opportunità di quelle che verranno. Il 99% di ciò che transita nel processo produttivo della cooperativa viene portato a nuovo utilizzo. Come spiegato dettagliatamente da SimonPietro Felice, nulla viene sprecato e tutto si ricrea e si trasforma. Ogni scarto viene riutilizzato, confluendo in svariati ambiti. Dai processi di lavorazione dell’uva che conducono al prodotto “vino” finale, derivano come residui la vinaccia e la feccia. Direttamente dalle vigne provengono invece materiali vegetali, quali i resti della potatura.

Tutti questi residui e sottoprodotti non sono gettati ma trovano nuova vita nel settore alimentare, farmaceutico e agronomico. Dalla vinaccia si estraggono ad esempio essenziali materie nobili. Si tratta dell’alcol etilico, dell’acido tartarico, importantissimo soprattutto in farmaceutica per stabilizzare i prodotti assicurando loro una conservabilità, dell’enocianina, un colorante naturale, e dei polifenoli, sostanze dalle eccellenti proprietà antiossidanti. Ma il processo non si conclude qui. In piena ottica circolare, quando la vinaccia è ormai esausta, viene trasformata in energia elettrica e termica.

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Nell’attuale configurazione, Caviro dispone di una centrale termoelettrica che produce vapore per alimentare i processi produttivi nonché energia elettrica. Trasformando gli scarti in risorsa, la cooperativa riesce così non solo a essere energeticamente autosufficiente ma anche a produrre energia extra, che viene successivamente rivenduta. Caviro possiede inoltre un innovativo impianto per la produzione di biometano, generato dall’upgrading del biogas derivante dalla digestione anaerobica dei reflui di lavorazioni interne o conferiti da aziende agroalimentari esterne.

Bilancio di sostenibilità del Gruppo Caviro

I dati che emergono da questo modello di economia circolare sono davvero incoraggianti sotto il profilo ambientale. Il riuso delle circa 560 mila tonnellate di scarti processati annualmente consente di risparmiare ben 68 mila tonnellate di CO2, grazie all’utilizzo di combustibili rinnovabili, a cui si aggiunge un 30% di risparmio sui consumi di acqua.

I NUOVI TREND DEL SETTORE VINICOLO

Dalla tavola rotonda sono emersi dati estremamente interessanti anche sul fronte della sostenibilità nel settore vinicolo. Come illustrato da Emanuele Di Faustino, Project Manager di Nomisma Wine Monitor, si riscontra una crescente attenzione da parte dei consumatori italiani non solo nei confronti dei vini biologici ma anche verso i cosiddetti “vini sostenibili”.

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I consumatori, in primis la fascia più giovane costantemente informata grazie agli sviluppi della Rete e maggiormente coinvolta da preoccupazioni di carattere ambientale, vanno alla ricerca di vini e, in generale, di prodotti alimentari che risultino non solo di qualità ma anche sostenibili. Ben il 74% degli italiani ritengono infatti importante che le aziende adottino azioni a tutela dell’ambiente. L’interesse è quindi rivolto verso tutti quei Brand che dimostrano di essere eco-friendly in ogni passaggio della filiera, dalla produzione fino alla distribuzione. Un segnale, questo, innegabilmente positivo.

CAVIRO PER GLI OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE

Il focus dei relatori si è infine rivolto all’importanza cruciale degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, sinonimo di cambiamento, di resilienza, nonché di benessere a 360 gradi. Obiettivi con cui la stessa Caviro dimostra di essere in linea da sempre, avendo intrapreso nel corso degli anni iniziative volte a promuovere non solo il rispetto dell’ambiente, ma anche la sicurezza e la tutela dei consumatori. Sono sette in special modo i Sustainable Development Goals su cui il Gruppo Caviro esercita un’azione tangibile, fornendone evidenza anche all’interno del suo Report di Sostenibilità. Si tratta per l’esattezza:

  • Dell’Obiettivo 3: assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età;
  • Dell’Obiettivo 7: assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni;
  • Dell’Obiettivo 8: incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti;
  • Dell’Obiettivo 9: costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile;
  • Dell’Obiettivo 12: garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo;
  • Dell’Obiettivo 13: Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico;
  • Dell’Obiettivo 16: promuovere pace, giustizia e istituzioni efficaci.

Un impegno che la cooperativa vinicola concretizzerà in progetti futuri quali l’ottimizzazione dei trasporti e del packaging per abbattere le emissioni di CO2, l’ulteriore riduzione dei consumi di acqua, bene comune per eccellenza, nonché la sempre maggiore attenzione rivolta alla sicurezza sul lavoro.

LE STORIE DI CHI PROMUOVE L’ECONOMIA CIRCOLARE IN ITALIA:

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