È vero che alcuni antinfiammatori non vanno usati se si sta al sole? | Non Sprecare
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È vero che alcuni antinfiammatori non vanno usati se si sta al sole?

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Mi hanno detto che il ketoprofene in pomata, che mi capita di usare in caso di distorsioni o contusioni, può causare reazioni "allergiche" oppure fenomeni di fotosensibilizzazione se ci si espone al sole e perfino ai raggi delle lampade abbronzanti. Presterò attenzione, ma ci sono altri preparati dai quali dovrei guardarmi? E le stesse sostanze «a rischio» se vengono assunte per bocca possono comunque creare problemi dello stesso tipo? In caso di guai come bisogna comportarsi? Ci sono precauzioni da adottare o rimedi da utilizzare?

Risponde
Marcello Monti
Responsabile Unità Operativa di dermatologia
Istituto Humanitas, Milano

In effetti, ha ragione: il ketoprofene e tutti gli altri antinfiammatori (per esempio l’ibuprofene e il naproxene) hanno in comune la proprietà di indurre fototossicità. In altre parole, quando questi antinfiammatori vengono applicati sulla pelle e poi questa viene esposta al sole, si può avere una violenta reazione fototossica con comparsa di arrossamento e bruciore, fino alla formazione di grosse bolle molto simili a quelle delle ustioni provocate dal calore. Questa reazione è scatenata dai raggi ultravioletti, sia del sole sia delle lampade UV utilizzate per abbronzarsi

Gli stessi farmaci sono fotosensibilizzanti anche se assunti per via orale o per iniezione.
In questo caso, però, la diluizione nel sangue e lo scarso accumulo nella pelle rendono poco visibili le reazioni alla luce. Comunque è sempre raccomandabile non esporsi al sole e ai raggi delle lampade abbronzanti durante i trattamenti con questi farmaci. L’antinfiammatorio in crema o comunque da spalmare sulle distorsioni oppure nelle zone di dolore neuromuscolare, viene assorbito dalle cellule della pelle, ma difficilmente può raggiungere l’articolazione o il muscolo, che stanno molto in profondità. I vasi sanguigni e linfatici drenano il farmaco non appena quest’ultimo passa oltre l’epidermide, cioè il primo strato della pelle): difficilmente, dunque, l’antinfiammatorio può arrivare nei tessuti bersaglio dell’infiammazione. Se si vogliono utilizzare questi prodotti è bene ricordare di coprire accuratamente la zona d’applicazione con garze e bende, ed è inoltre certamente raccomandabile astenersi poi dall’esposizione al sole.

Quando invece la reazione di fototossicità è già avvenuta, ossia quando – in seguito all’applicazione dell’antinfiammatorio e l’esposizione alla luce – si è sviluppata una violenta reazione infiammatoria (magari anche con la presenza di bolle piene di liquido), il rimedio migliore è l’applicazione di un impacco freddo di soluzione di permanganato di potassio allo 0.025%. Si tratta di un antisettico ad azione astringente, che aiuta a lenire il bruciore e a guarire prontamente. In mancanza di permanganato di potassio, si può applicare il più comodo gel astringente al cloruro d’alluminio. In entrambi i casi occorre comunque tenere lontana dalla luce, per circa una settimana, la porzione di cute che ha avuto la reazione di fototossicità.
 

A cura di Daniela Natali