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Una vera concorrenza ci farebbe risparmiare 23 miliardi di euro

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Dalle polizze ai servizi bancari, le liberalizzazioni oltrefrontiera procedono. Polizze assicurative, stazioni di rifornimento del carburante, servizi bancari di base, pagamento di bollette: gli esempi di liberalizzazione delle attività per la Gdo non mancano: è sufficiente guardare oltreconfine, a quei paesi che da più tempo si sono dati una regolamentazione orientata al mercato, ottenendo ricadute positive anche per i cittadini.
Il tema, dibattuto da tempo in Italia, è tornato di moda negli ultimi giorni, alla luce dell’ondata liberalizzatrice di apertura al mercato annunciata dal Governo Monti. Le normative in tal senso non sono mancate anche in passato, ma spesso il passaggio dagli obiettivi ai risultati è stato ostacolato da normative intricate, competenze concorrenti tra i diversi organismi dotati di potere decisionale, freni a livello locale sulla spinta delle lobby.
L’Osservatorio sulle Liberalizzazioni, condotto dal CermesBocconi per Federdistribuzione, offre indicazioni inequivocabili: la mancata apertura di alcuni settori chiave del terziario costa a famiglie e imprese 23 miliardi di euro all’anno, pari al 2,5% dei consumi nazionali e all’1,4% del prodotto interno lordo (che vorrebbe dire passare dalla recessione prospettata per il 2012 a una crescita da non disprezzare). Di questi 8,4 miliardi ricavabili nel commercio al dettaglio alimentare e altri 2,6 miliardi nel non alimentare, 7,1 miliardi nei servizi bancari e 4,1 in quelli assicurativi e oltre mezzo miliardo dalla distribuzione dei carburanti. In quest’ultimo caso, la stima dei benefici per il sistema economico è stata fatta ipotizzando che la Gdo possa aprire 500 nuovi impianti presso le sue strutture commerciali, garantendo ai clienti uno sconto intorno al 10% rispetto alla media di mercato (in sostanza, confermando il differenziale oggi esistente tra i due canali). Per uscire dalla crisi, spiegano gli autori dello studio, il sistema produttivo italiano deve recuperare il gap che ha accumulato nei confronti degli altri paesi in termini di efficienza e produttività. La strada maestra è un’iniezione di nuova concorrenza nei mercati, in modo da premiare le aziende più moderne, una filiera più efficiente e, a cascata, prezzi più bassi per i consumatori.
La Gran Bretagna è stata la prima in Europa a eliminare le limitazioni per la grande distribuzione organizzata. Il gigante Tesco ha creato con Royal Bank of Scotland un pacchetto di servizi finanziari raggruppato nel programma Tesco Personal Finance, lanciato nel 1997 che gli consente di offrire mutui immobiliari e polizze assicurative. In più sta aprendo una serie di negozi di bellezza lowcost con abbronzature spray, tagli di capelli e trattamenti manicure, con l’obiettivo di arrivare a quota 70 entro due anni. Quanto è bastato per creare allarme tra i piccoli esercenti del settore, che temono di essere cannibalizzati dalla forza di questo colosso che conta oltre 2mila punti vendita nel Regno Unito, e per questo hanno cercato di mobilitare le autorità sul tema dello spopolamento dei centri storici: in sostanza, se è possibile fare quasi tutto presso l’ipermercato, non ci sono più molti motivi per passeggiare in città. Tesco è anche il primo distributore indipendente di benzina e gasolio per autoveicoli del paese, con circa 350 stazioni di servizio in prossimità dei propri punti vendita, oltre a una settantina in altri paesi in cui è presente come Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria.
Stesso orientamento per il secondo operatore della grande distribuzione inglese, Asda Stores (dal 1999 controllata dall’americana WalMart), che all’interno dei suoi ipermercati ha aperto corner di gioielleria, farmacia e negozi di ottica, oltre a proporre assicurazioni, carte di credito, prestiti e fornitura di elettricità e gas. Proprio WalMart, numero uno al mondo nel settore, ha deciso di farsi anche banca, decidendo così di affrontare di petto la lobby dei banchieri, che già in passato avevano fatto di tutto per fermare i suoi piani, sollevando i rischi di cannibalizzazione per i piccoli istituti di credito locali (l’operatore è diffuso in tutti gli States). I money center di WalMart consentono di cambiare assegni, pagare le bollette e ricaricare le carte di credito, anche se per ora sono preclusi prestiti e mutui.
I distributori di carburante sono largamente diffusi nella grande distribuzione organizzata francese, che controlla il 50% del mercato contro il 28% che si registra nel Regno Unito, il 7% in Germania e una quota decimale in Italia, dove sono soprattutto le normative regionali e i frequenti ricorsi ai Tribunali da parte degli operatori petroliferi a frenare lo sviluppo di questo mercato. I big francesi della gdo traggono da questo segmento di business grandi soddisfazioni, grazie alla presenza di impianti moderni, fortemente automatizzati, che hanno quindi costi inferiori rispetto alle strutture realizzate qualche lustro fa.
Con vantaggi anche per i consumatori: è stato stimato un risparmio di 300 euro all’anno per automobilista grazie ai prezzi ribassati nelle stazioni di rifornimento situate nei pressi di ipermercati e supermarket. Tanto da attirare alla gdo le ire dell’industria petrolifera, che lamenta l’eccesso di offerta a fronte di un indebolimento della domanda dovuto alla crisi economica. Ma senza ottenere risultati significativi, tanto che altre aperture sono in programma nei prossimi mesi.