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Un cambiamento culturale merito della comunicazione

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Spesso trascuriamo il fatto che la comunicazione ricopra un ruolo fondamentale per l’affermazione di idee, culture, prodotti sostenibili. Molte imprese infatti si rivolgono allo studio, all’ideazione e allo sviluppo di prodotti ecologici ed ecosostenibili senza dare il giusto risalto al proprio operato attraverso un piano di comunicazione organico ed efficace.

Le organizzazioni e le imprese che si occupano di “green” dovrebbero, infatti, mettere in luce il proprio lavoro rivolto all’ecosostenibilità meglio e di più di quanto non facciano. Solo attraverso un cambiamento culturale possiamo infatti assistere a quella trasformazione del sistema produttivo e di consumo che auspichiamo da tanti anni e che lentamente sta prendendo sempre più piede. Per un individuo, un’impresa, un’istituzione, non basta quindi essere sostenibile, occorre anche farsi sentire, rendere nota la propria attività.

Nel merito ciò che occorre fare non è tanto parlare di verde, di idea o prodotto green, quanto piuttosto richiamare l’attenzione delle persone sul fatto che certe soluzioni sono sostenibili poiché combattono alla radice i problemi del prezzo dell’energia, dell’impatto sull’ambiente e dell’inquinamento, della cattiva alimentazione, vere cause della crisi globale che stiamo vivendo. Nella società attuale, condizionata dal tema caldo della sicurezza del lavoro, i temi ambientali rischiano di passare altrimenti in secondo piano, quando invece sembrano essere la migliore delle ricette per crescere, anche dal punto di vista dello sviluppo economico. 

Assume rilevanza quindi non tanto il concetto di verde, quanto la coscienza di fare un lavoro o di produrre qualcosa in modo corretto, rispettoso. Un domani – emerge con forza dal dibattito che si è tenuto al Green Festival di Los Angeles qualche settimana fa –  la parola “verde” scomparirà. Non esisteranno più tecnologie o idee verdi. Esisterà soltanto un modo cosiddetto “migliore” di fare, di produrre, di pensare, nel rispetto dell’essere umano e del pianeta. Non ci riferiremo più ad uno stile di vita o a un’industria “green”, ma ad un sentire comune che guarda alla sostenibilità e all’innovazione tenendo ben presenti tutti i singoli aspetti relativi alla vita sul pianeta.

Un cambiamento, perciò, senza etichette, ma che pone al primo posto il dialogo con le persone in cui il ruolo della comunicazione diventa così quello di promotore di cambiamento nelle menti e nella cultura comune. Perché se la sostenibilità non è un evento ma uno stile di vita, bisogna che lo si faccia sapere in giro agli oramai sette miliardi di esseri umani che popolano il nostro pianeta. Di verde in meglio, quindi, questo è l’auspicio.

Ecoseven

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