Questo sito contribuisce all'audience di

“Social Street”: dove i vicini di casa si aiutano tra di loro e condividono insieme conoscenze ed esperienze

Tutto è iniziato da Bologna e precisamente da via Fondazza, la strada social più famosa d’Italia: ora le social street in Italia sono tantissime.

di Posted on
Condivisioni

SOCIAL STREET ITALIA – Chi di noi ha trascorso la sua infanzia in un piccolo centro in cui tutti si conoscono, dove in caso di necessità sai che puoi sempre bussare alla porta dei vicini di casa e dove i piccoli del quartiere giocano sempre insieme sa quanto il vicinato sia importante. Una risorsa e un punto di appoggio che però spesso viene a mancare nelle grandi città in cui il più delle volte non conosciamo neppure i volti di chi vive nell’appartamento accanto al nostro.

LEGGI ANCHE: Crisi, a Barcellona si combatte insieme ai vicini di casa

L’IDEA DI FEDERICO BASTIANI, PAPA’ E GIORNALISTA DI BOLOGNA – Ed è proprio per trovare una soluzione e per fare in modo che il proprio bimbo possa crescere giocando con gli altri bambini che Federico Bastiani, giornalista e papà residente a Bologna, ha avuto un’idea: conoscere i suoi vicini di casa attraverso il web.

VIA FONDAZZA A BOLOGNA, SOCIAL STREET – Federico ha così creato un gruppo su Facebook dedicato a tutti coloro che vivono in via Fondazza a Bologna e allo stesso tempo ha stampato anche dei volantini in modo da coinvolgere anche i meno tecnologici con il risultato che, quella che fino a qualche mese fa era solo una tra le tante affascinanti vie di Bologna con i portici, ora non solo è una tra le vie più famose d’Italia ma è anche una social street, una realtà concreta in cui i cittadini collaborano, si aiutano a vicenda e condividono insieme conoscenze ed esperienze.

SOCIAL STREET, DAL VIRTUALE AL REALE – Oggi quel gruppo “Residenti in via Fondazza” conta più di 800 membri e la pagina facebook dedicata all’iniziativa “Social Street Italia” ha quasi raggiunto i 4mila iscritti.

A poco a poco si è creato un gruppo che si ritrova a trascorrere le serate insieme e che unito cerca di far fronte ai problemi che la crisi impone ogni giorno. Ad esempio, c’è chi si è messo a disposizione dei vicini di casa più anziani e porta loro la spesa, chi si offre come baby-sitter in caso di necessità, chi offre ripetizioni ai bimbi che vanno a scuola. E ancora, i residenti si scambiano informazioni pratiche e ci sono addirittura alcuni esercizi commerciali che offrono sconti e menu a prezzi bassi riservati ai residenti di via Fondazza.

Dal virtuale al reale”: questo lo slogan di Social Street il cui obiettivo è soprattutto quello di instaurare un rapporto di fiducia tra le persone.

Un progetto “Social Street” fortemente sostenuto anche dal Comune di Bologna che, nei giorni scorsi, ha presentato il primo regolamento comunale per regolare e sostenere questa forma di organizzazione sociale.

(Le immagini sono tratte dalle pagine Facebook e Flickr di Social Street Italia)

LE SOCIAL STREET IN ITALIA – Ma non solo via Fondazza a Bologna: il progetto ha avuto talmente tanto successo che sono stati in tantissimi a scrivere a Federico per sapere come dar vita a delle social street anche nelle proprie città.

Da Milano a Roma, da Mantova a Lecce, sono ormai tantissime le social street presenti nelle nostre città e anche all’estero: complice un servizio televisivo su via Fondazza andato in onda su Rai International, stanno nascendo social street in Nuova Zelanda, Olanda, Croazia e Cile.

Per sapere se anche nella vostra città e in particolare nella zona in cui abitate i vostri vicini di casa si sono organizzati per creare una comunità potete consultare il sito Social Street Italia: troverete l’elenco delle città e delle vie coinvolte nel progetto.

In questo video realizzato da “Il Fatto Quotidiano”, Federico Bastiani racconta come nasce social street e quali sono i suoi obiettivi:

Un progetto innovativo e importante, Social Street, in piena filosofia Non Sprecare che ci auguriamo si diffonda presto in tutte le città italiane.

PER SAPERNE DI PIU’: Volontariato flessibile e 2.0, i portali che permettono di dedicare un po’ del proprio tempo a chi ne ha bisogno

LEGGI ANCHE: