Negli Stati Uniti ogni anno l’Environmental working group, una ong che si occupa di tutela della salute e dell’ambiente, prepara due liste: una si chiama Dirty dozen, e comprende i 12 alimenti con più residui di fitofarmaci, e quindi più rischiosi per il consumatore; l’altra è battezzata come Clean fifteen, e comprende i 15 cibi, all’interno della categoria Frutta e Verdura, decisamente più puliti.
Indice degli argomenti
I prodotti agricoli più a rischio
Del primo elenco, intitolato Dirty dozen, fanno parte:
Nel gruppo degli alimenti Clean fifteen ci sono:
- Ananas
- Avocado
- Mais dolce
- Papaya
Frutta e verdura contaminate dai pesticidi in Italia
In Italia, secondo le statistiche che Legambiente prepara con la collaborazione di tecnici ed esperti in Sicurezza alimentare, il 74,1 per cento della frutta made in Italy risulta contaminata da uno o più residui. Pere, pesche e agrumi tra i prodotti più contaminati.
Un studio dell’Isde Italia, l’Associazione Internazionale dei Medici per l’Ambiente, ha consentito di scoprire che la frutta e la verdure commercializzate all’interno dei paesi dell’Unione sono sempre più contaminate dai PFAS, a causa dei pesticidi utilizzati che li contengono.
Questo l’elenco completo della frutta più contaminata da PFAS, coltivata in Italia:
- Banane
- Pere
- Pesche
- Fragole
- Albicocche
- Ciliegie
- Prugne
- Mele
- Uva da tavola
- Melone
E questo è l’elenco delle verdure e degli ortaggi più contaminati da PFAS in Italia:
- Cetrioli
- Sedano
- Peperoni
- Melanzane
- Spinaci
- Zucchine
- Bieta
- Lattuga
- Fagiolini
- Ravanello
Dove si usano più pesticidi in Italia
Il record per l’uso di pesticidi in agricoltura in Italia spetta alla provincia di Bolzano: qui se ne spruzzano 45 chili per ettaro. Un livello così alto di pesticidi è legato al fatto che in Alto Adige ci sono due monoculture dominanti: meleti e vigneti. Soltanto le mele valgono una produzione annua di circa 700 milioni di euro, ma purtroppo non si raccolgono più in terreni incontaminati. Le conseguenze di un uso così pervasivo dei pesticidi in Alto Adige sono micidiali, come dimostrano i campionamenti delle acque con tassi di residui di fitofarmaci superiori alla soglia di tolleranza. E persino i parchi giochi dei bambini altoatesini, che nel 45 per cento dei casi risultano contaminati dai pesticidi.
I pesticidi che si disperdono nell’ambiente
Soltanto il 5 per cento dei pesticidi raggiunge il bersaglio (il frutto o la foglia), il restante 95 per cento si disperde nell’ambiente. Per esempio l’acetamiprid, dannoso per gli impollinatori. Perché agisce sul loro sistema nervoso e può contaminare acqua, nettare e polline.
Come eliminare le tracce di pesticidi da frutta e verdura
Ma, a proposito di pesticidi, vediamo qualche consiglio utile per acquistare frutta e verdura in piena tranquillità senza rischi per la salute.
- Variate. Cambiare varietà di verdure e frutta limita l’effetto accumulo.
- Se possibile, acquistate sempre alimenti provenienti da agricoltura biologica. Per risparmiare sui prezzi, optate per i coltivatori locali o iscrivetevi ai gruppi di acquisto solidali.
- In alternativa, se avete a disposizione un giardino o un terrazzo, provate a coltivare personalmente frutta e verdura.
- Lavate sempre con acqua (e se è necessario aggiungete il bicarbonato) la frutta e la verdura prima di consumarla, soprattutto lattuga, pomodori, mele, peperoni, fragole e altre varietà con buccia molto sottile o senza. Tra i cibi meno contaminati vi sono infatti quelli caratterizzati da una buccia più spessa come ad esempio carote e banane.
- Se non optate per la frutta biologica, sbucciate sempre la frutta quando possibile in quanto, come già detto, i pesticidi si concentrano soprattutto nella buccia esterna.
Come ridurre i pesticidi in agricoltura
La riduzione degli inquinanti agricoli non è semplice, e certamente l’agricoltura industriale non può limitarsi all’uso di pesticidi naturali e fertilizzanti naturali, come possiamo fare noi nei nostri orti e con le nostre piante. Ma c’è un mito da sfatare: ovvero che pesticidi e fertilizzanti siano sempre indispensabili per aumentare la produttività delle piante e del terreno. Non è così. Secondo uno studio pubblicato da Science Advance, dimezzando le emissioni di gas provenienti dagli inquinanti in agricoltura, la produzione aumenterebbe del 15-25 per cento in Cina, del 10 per cento in Europa occidentale e del 6-8 per cento in India. Uno studio che i responsabili delle politiche agricole dovrebbero ben memorizzare nelle loro teste.
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