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Riqualificazione energetica: il futuro dell’eco bonus

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Rinnovate? Forse. Rimodulate? Quasi di sicuro. L’estate 2011 ha fatto alzare la temperatura anche nel settore delle ristrutturazioni edilizie e degli interventi di riqualificazione energetica, introducendo novità e modifiche dai risvolti non sempre perfettamente chiari. Le agevolazioni fiscali del 36% e del 55%, in scadenza rispettivamente al 2012 e al 2011, potrebbero presentare alcune sorprese. A partire dall’ipotesi di un’estensione temporale dell’eco-bonus valido per il retrofit energetico annunciata dal sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Stefano Saglia parlando dal palco di Cortina InConTra. Il Governo, ha rivelato Saglia, sta lavorando “per trovare la soluzione e mantenere la detrazione” dal momento che la misura in questione si è rilevata una buona leva occupazionale e ha fatto emergere “tanto sommerso”. “L’agevolazione costa tre miliardi di mancato introito da parte dello Stato, ma si autofinanzia generando maggiori entrate di Iva per oltre due miliardi e diversi altri incassi erariali”, ha commentato il sottosegretario.
In realtà l’ipotesi di mantenere l’incentivo fiscale appariva fin da subito nel testo del PAEE 2011, nelle cui pagine disponibili alla consultazione si ragiona come se il bonus dovesse proseguire oltre quest’anno anche se con differenti requisiti e una portata ridimensionata. Nel documento del Governo si parla infatti di una “previsione di revisione e integrazione del sistema degli incentivi con particolare riguardo alle detrazioni fiscali del 55% e al nuovo conto energia termico previsto agli articoli 27 e 28 del Dlgs 28/11”, ipotizzando un rafforzamento delle misure sugli interventi più “pesanti” quali quelli a livello condominiale (intero involucro e impianti) che presentano ad oggi “le più alte potenzialità di riduzione dei consumi” e “sono stati fin qui realizzati in un modesto numero di casi”.

TAGLI LINEARI In attesa che venga chiarito il destino post 2011 dell’eco-bonus per la riqualificazione energetica, ora come ora si sa per certo che, se prorogata, la misura andrebbe sicuramente incontro alla scure fiscale. La manovra correttiva di luglio) e la successiva manovra bis varata alla vigilia di Ferragosto – il decreto legge n. 138 ora in fase di conversione al Senato – rimescolano le carte in gioco introducendo tagli lineari a tutte le detrazioni fiscali vigenti in Italia, tra cui ipoteticamente anche quella del 55% e le detrazioni Irpef del 36% per le ristrutturazioni edilizie; una sforbiciata del 5% per il 2013 e del 20% dal 2014 anticipata nella finanziaria di agosto rispettivamente al 2012 e al 2013, da applicare nel caso in cui entro il 30 settembre 2013 il Governo non dovesse riuscire a varare una solida riforma fiscale capace di produrre un risparmio per lo Stato di almeno 4 miliardi di euro per il 2013 e di 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2014 (art. 40, comma 1-quater). A non condividere l’anticipo dei tagli alle agevolazioni fiscali per l’efficienza energetica è la commissione Bilancio del Senato, che sta ora esaminando la manovra bis, secondo cui le decurtazioni potrebbero essere accettabili solo nell’ambito di una definitiva stabilizzazione dell’incentivo. “Oltre a determinare una riduzione degli interventi agevolati e, quindi, delle entrate – spiegano i senatori – le riduzioni rischierebbero di colpire uno dei pochi settori che ha reagito positivamente alle politiche di sostegno, seppure in un quadro di incertezza delle prospettive e discontinuità”.

LE ALTRE NOVITA’ Tra le modifiche introdotte dalla manovra di luglio appare anche la riduzione dal 10% al 4% della ritenuta d’acconto sui bonifici effettuati a partire dal 6 luglio 2011 (data di entrata in vigore del DL 98/2011) per ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche che usufruiscono delle riduzioni Irpef. Per dare una visione d’insieme sule le ultime novità introdotte dalla manovra correttiva e prima ancora dal Decreto Sviluppo”, l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato quest’estate la Guida dedicata che riporta, accanto alle disposizioni per la stabilizzazione finanziaria, anche le nuove semplificazioni procedurali. Nel dettaglio dal 14 maggio 2011 non è più in vigore l’obbligo di indicare separatamente in fattura il costo della manodopera, vincolo che, precedentemente, avrebbe comportato la decadenza della detrazione del 55% in caso d’inadempienza.