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Rinnovabili. Meno fulmini e più energia: dall’aria

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L’elettricita’ di cui e’ carica l’atmosfera (in un modo che diventa molto evidente quando si scarica a terra dando luogo al fenomeno dei fulmini), potrebbe essere sfruttata come una nuova fonte di energia rinnovabile. l’obiettivo di un progetto di ricerca condotto da un gruppo di studiosi guidato da Fernando Galembeck, dell’Universita’ di Campinas (Brasile). Il gruppo di ricerca sostiene infatti di aver risolto uno degli ostacoli principali allo sviluppo di questa tecnica, cioe’ la comprensione dei meccanismi con cui nasce l’elettricita’ nell’aria. Il suo lavoro ha confermato l’ipotesi che le particelle d’acqua sospese nell’atmosfera non sono elettricamente neutre, come si credeva in precedenza, bensi’ si caricano quando entrano in contatto con particelle di polvere o di altri liquidi. In futuro quindi, sostengono i ricercatori di Campinas, si potranno sviluppare collettori per raccogliere questa elettricita’, in modo simile ai pannelli fotovoltaici nel caso della luce: “Questa nuova e promettente fonte di energia potra’ avere un effetto positivo sulla bolletta elettrica simile a quello dei pannelli solari”. A differenza dell’energia solare, particolarmente conveniente nei climi secchi, in questo caso le zone piu’ adatte sono quelle umide. Ora il gruppo di ricerca sta studiando quali materiali potrebbero essere i piu’ indicati per realizzare i nuovi collettori. Inoltre, sottraendo elettricita’ all’atmosfera, si ridurrebbe il numero dei fulmini, e quindi dei danni che provocano ogni anno in tutto il mondo a persone e cose. Copyright APCOM (c) 2008