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Progetto Buon Samaritano: a Seriate il cibo delle mense non va sprecato. Diventando una risorsa

In principio fu una sola mensa, quella dell'istituto comprensivo "Aldo Moro" di Seriate. Oggi la cooperativa L'Impronta recupera il cibo cotto e non consumato di tutte le scuole della città, destinandolo alle famiglie in difficoltà

In Italia esiste  una selva di tante leggi semisconosciute ma importantissime, dalle quali dipende l’esistenza di tutta una serie di iniziative solidali che migliorano il paese. Una di queste è la legge del buon samaritano, chiamata così proprio in richiamo alla parabola delle Sacre Scritture in cui è fondamentale il valore della misericordia. Proprio come nell’impianto della legge, nata nel luglio del 2003 nel tentativo di dare una risposta concreta alla realtà dello spreco di cibo e alle numerose associazioni solidali e caritatevoli che si occupano di indigenti. La legge del buon samaritano prevede lo snellimento delle procedure burocratiche per il recupero del cibo “pronto e non consumato”da parte di associazioni e onlus, che dopo l’entrata in vigore della norma, non sono più soggette all’osservanza delle norme di sicurezza alimentare in quanto diventano un consumatore finale. Snellendo così, le procedure di redistribuzione del cibo a tutte e tutti coloro i quali sono, purtroppo, in uno stato di disagio sociale ed economico.

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RIDUZIONE SPRECHI MENSE

Tale norma è stata pensata per incoraggiare le donazioni di cibo cucinato e invenduto che altrimenti verrebbe gettato,  e tutte le associazioni e le onlus che avviano percorsi di recupero del cibo, tramite, ad esempio, legami con la ristorazione, nell’obiettivo di consegnarlo a titolo gratuito alle persone indigenti, in pratica hanno molti meno lacci e laccioli per poter effettuare tale servizio, essendo, di fatto, equiparati al destinatario del cibo stesso e non come “mediatori”. Con tutta una serie di benefici, economici e culturali tra tutti.

Una delle associazioni che ha sicuramente potuto beneficiare dell’entrata in vigore della norma è stata la cooperativa sociale L’Impronta, isola solidale a una manciata di chilometri da Bergamo e a un’altrettanta manciata da Milano, impegnata dal 1992 in progetti con minori, disabili e adulti in condizioni di disagio.

Lo scopo del progetto ispirato dalla legge del buon samaritano è quello di trasformare l’avanzo alimentare in risorsa solidale attraverso il recupero del cibo non consumato dai bambini presso le mense scolastiche. Il progetto, in via embrionale, nasce grazie alla collaborazione con la scuola primaria Cerioli dell’istituto Comprensivo “Aldo Moro” di Seriate: ogni giorno veniva raccolto il cibo cucinato e non consumato, smistato e porzionato e infine distribuito alle comunità alloggio per disabili della cooperativa L’impronta e ad alcune famiglie del territorio in difficoltà.

I genitori degli alunni e il Comune di Seriate hanno apprezzato a tal punto l’iniziativa che all’interno del bando per la gestione della mensa per gli anni successivi, la ditta appaltatrice ha allargato la possibilità di recuperare il cibo non consumato a tutte le mense delle scuole primarie di Seriate, coinvolgendo di nuovo la cooperativa e il comitato dei genitori, che è diventato attivo promotore.

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PROGETTO BUON SAMARITANO SERIATE

La cooperativa sociale L’Impronta è attiva nel campo della solidarietà dal primo decennio degli anni ’90, con le radici ben piantate nel terreno della solidarietà e della mutualità. Valori che guidano i tanti progetti che la cooperativa declina nel territorio, nell’impegno verso adulti, minori, famiglie  e comunità di esseri umani in stato di disagio o sofferenza. 

I volontari e le volontarie della cooperativa credono che non esista un solo modo di abitare il territorio, ma che sia  possibile abitare la propria terra in modo partecipativo, attivo, collaborativo e solidale. Per questo sono impegnati ogni giorno, con grande convinzione, sia  nel progetto Buon Samaritano sul recupero del cibo ma anche su tutti i progetti in cui l’associazione è coinvolta.

(Per le immagini si ringrazia la cooperativa L’Impronta)

Il progetto è in concorso per l’edizione 2019 del Premio Non Sprecare. Per conoscere il bando e partecipare vai qui!

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