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I giovani, le donne e la tecnologia, un rapporto di amore-odio. E voglia di amicizie vere

I risultati incoraggianti di uno studio su 7mila ragazzi e ragazze, tra i 16 e i 24 anni, di 14 paesi del mondo, tra i quali l'Italia. Non piace più essere "eternamente connessi" e c'è voglia di qualche "dieta tecnologica", per sfuggire alla dipendenza di Internet.Così sappiamo che i giovani maturano, mentre genitori e nonni regrediscono. E con il web tornano bambini.

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RAPPORTO DEI GIOVANI CON LA TECNOLOGIA –

I giovani, specialmente le donne, hanno molta più consapevolezza di quello che immaginiamo, a volte con superbia, sui rischi, sui limiti e sugli sprechi dell’uso delle tecnologie, A partire da Internet, dal web, e dalle mille meravigliose applicazioni che ci arrivano addosso come la pioggia durante una giornata di diluvi.

LA RICERCA YOUTH IN FLUX –

La società Viacom, che controlla Mtv, la tv più seguita dai giovani, ha realizzato uno studio, intitolato Youth in flux, molto istruttivo, tanto che dovrebbero approfondirlo genitori, zii e nonni. Il campione è molto ampio, globale e trasversale: 7mila ragazzi e ragazze, tra i 16 e i 24 anni, di 14 paesi del mondo, tra i quali l’Italia (dove gli intervistati sono stati ben 500).

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GIOVANI E DIPENDENZA TECNOLOGICA –

Che cosa viene fuori a proposito di rischi e di frustrazioni da “dipendenza tecnologica”? Due cose molto importanti. La prima: il 96 per cento dei giovani, praticamente tutti, considerano la loro età “molto difficile”. Normale, è capitato anche a noi, a tutte le generazioni. Ma la maggiore difficoltà che affermano deriva dal fatto di essere “eternamente connessi”. Da qui, ecco la novità davvero importante, il rapporto di amore-odio, per esempio con i social e in generale con Internet.

L’amore, ovviamente, è figlio delle opportunità che il web apre, e sono tante. L’odio è il frutto della prigionia e della solitudine, in caso di uso compulsivo e sprecone dei mezzi e della tecnologia, alle quali i ragazzi rischiano di essere condannati. Risultato: più della metà dei giovani di questa fascia di età, ripeto, tra i 16 e i 24 anni, sono consapevoli del fatto che rischiano di “perdere molto, troppo tempo” stando always on, ovvero sempre collegati. Sentono la paura, la preoccupazione per questa sorta di dipendenza dal web, sono già in grado di capire e di valutare i pericoli in termini di rapporti più virtuali che reali, e auspicano perfino una “dieta tecnologica” (sul nostro sito ne parliamo spesso).

PER APPROFONDIRE: Narcisismo patologico, perché è diventato una malattia di massa. Specie per i giovani…

I GIOVANI E LA TECNOLOGIA –

Seconda novità: i nativi digitali di queste generazioni ai like preferiscono ormai le amicizie vere. Al rapporto attraverso le tante piattaforme di comunicazione, messaggini e video di varia natura, preferiscono il contatto personale. Al corteggiamento virtuale, la carezza vera.

Mi sembrano tutte notizie fantastiche, che ancora una volta smentiscono la facile e immotivata letteratura dei giovani “sdraiati, apatici e distratti”. E ci parlano di ragazzi e ragazze che forse dovremmo imparare, con più umiltà, a conoscere meglio. Specie quando, nel corso di questo studio di Viacom, rivendicano, il desiderio, non più virtuale ma molto reale, di vivere “sentendosi bene con sé stessi”.

GENITORI E NUOVE TECNOLOGIE –

Infine, questi ragazzi con le idee così forti e chiare sul web, e così evolute rispetto al punto di partenza troppo generico (viva la tecnologia, e la condizione: punto e basta) rendono ancora più ridicoli, se volete, i genitori e i nonni, tante mamme e tanti padri, che invece si tuffano nel web e nella dipendenza tecnologica, smanettando e riempiendo, per esempio, la Rete di inutili e narcisistici selfie. A fronte di ragazzi che crescono, diventano più maturi e responsabili e sentono tutta la voglia di migliorare il mondo, insita nella loro età, abbiamo purtroppo genitori che regrediscono in modo infantile, dimenticano invece la loro carta d’identità.

COME NON DIVENTARE SCHIAVI DELLA TECNOLOGIA: