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Ragazzi spreconi, la “paghetta” di 300 euro non basta.

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Mance, paghette, ripetizioni, piccoli lavoretti. Nonostante la crisi economica, i ragazzi brianzoli hanno in mano ogni mese una considerevole cifra di soldi. E la spendono senza preoccuparsi neanche un po’ di risparmiare e meno che mai di imparare a gestire il denaro. Un fatto grave, soprattutto al tempo della crisi economica. A rivelarlo e’ un’indagine Caritas effettuata su 789 ragazzi di 11 scuole di Monza e Brianza.

Quanti soldi? Circa meta’ dei ragazzi ha detto di avere a disposizione meno di 50 euro al mese: piu’ di un quarto di un ammontare di danaro compreso tra i 30 e i 50 euro e poco meno di un quinto di meno di 30 euro. Uno studente su dieci ha indicato di avere a disposizione una cifra compresa tra 100 e 200 euro e poco meno di uno su quindici tra i 200 e 300 euro. Ma le cifre aumentano anche di tanto grazie a mance di nonni e a piccoli lavoretti che integrano non di poco la paghetta di papa’.

“I ragazzi- spiega don Augusto Panzeri, responsabile Caritas MB – hanno confidenza con il danaro che corre nelle loro mani anche abbondante, grazie a mance o paghette dei genitori e dei parenti; piu’ raramente, qualcuno integra la cifra con qualche lavoretto. Per piu’ di un quarto dei rispondenti la prima voce di spesa e’ rappresentata da capi di abbigliamento e calzature. Ai posti successivi di questa graduatoria figurano le spese sostenute per la ricarica del cellulare e per le cene fuori casa; seguono quindi i costi sostenuti per l’acquisto di altri beni, primariamente sigarette e per le consumazioni alcoliche. Si spende poco per libri, cultura e benessere personale”.

Da rilevare e’ la quota, peraltro considerevole (15,1%), di quanti esprimono di poter disporre di danaro al bisogno, senza limiti di sorta. Il dato preoccupante, come spiega il sociologo Egidio Riva, titolare dell’indagine e’ che per il 13 per cento dei maschi la prima voce di spesa sono gli alcolici.

Dieci studenti su dieci hanno pero’ detto di pensare qualche volta a risparmiare dei soldi, ma di norma sono le ragazze a mostrare una maggiore propensione al consumo. Chi piu’ ha, piu’ spende. Solo chi ha di meno e’ costretto a fare economia. Altra conclusione interessante: gli studenti delle scuole private mostrano una piu’ spiccata inclinazione al consumo e, conseguentemente, una piu’ contenuta attenzione al risparmio.