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Coronavirus, ecco quando finirà. Come si vede l’uscita dal tunnel

Due mesi e l'infezione dovrebbe essere completamente arginata. I fattori di ottimismo. E il precedente: il virus della Sars, stessa famiglia del coronavirus, è estinto

Quanto manca? Si avvicina fine di un incubo? E innanzitutto: quando e come riusciremo a sconfiggere la diffusione del virus? A queste domande che ci facciamo tutti e tutti i giorni, dobbiamo lasciare la parola agli esperti. Parola che, una volta tanto, possiamo considerare convergere su un moderato ottimismo. Ovvero sull’idea che la fine dell’emergenza sanitaria non è poi così lontana. Nonostante tutto, e alla faccia di un allarmismo talvolta davvero ingiustificato e fonte di enormi sprechi.

QUANTO DURERÀ IL CORONAVIRUS

Prima di vedere da vicino i motivi che portano all’ottimismo, è necessario fare due premesse. Gli esperti, e noi ci basiamo sulla loro parola, non sono dei maghi e non hanno la sfera di cristallo. Dunque, in questa fase del contagio, al massimo possono fare delle previsioni che, dette da loro, hanno di sicuro il timbro della conoscenza. E sono più che attendibili. Seconda premessa: del coronavirus sappiamo poco, davvero troppo poco. Un professore di malattie infettive molto famoso, ci faceva notare che non sappiamo neanche una cosa semplice ma essenziale, se chi guarisce può infettarsi di nuovo. E se il virus è ancora così poco conosciuto, capirete bene che immaginare un percorso certo di uscita dal tunnel può diventare azzardato. E poco fondato.

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QUANDO FINIRÀ IL CORONAVIRUS

Fatte le due premesse, veniamo ai motivi che ispirano ottimismo. Entro due-tre mesi, sarà chiaro che l’infezione, con il relativo contagio, è stata ormai arginata, entrando in una fase di decisa regressione. È questo il tempo necessario affinché avvengano due cose. Un deciso innalzamento delle temperature, e il coronavirus è un virus decisamente “invernale”, dunque stagionale e con il freddo la sua aggressività è maggiore.

In secondo luogo, entro lo stesso periodo sapremo bene se le varie contromisure messe in campo, dalle quarantene ai cordoni sanitari, dalla prevenzione di ogni singolo cittadino ai vari consigli igienico-sanitari, diffusi urbi et orbi, hanno davvero prodotto i loro effetti. Cosa molto probabile. Così l’uscita dal tunnel, seguendo le tappe di questo percorso, è immaginabile entro la fine della primavera.

QUANDO FINIRANNO I CONTAGI DA CORONAVIRUS

C’è un dato, anche aritmetico, che darà la conferma del fatto che siamo riusciti a battere il virus: il moltiplicatore dei contagi. Se ogni persona infetta ne contagia meno di un’altra, allora vuol dire che l’epidemia non progredisce e si sta fermando. È fatta. Al contrario, sopra questa soglia c’è ancora il rischio di una progressione. Mentre scriviamo questo articolo, il CoV-2 per ogni infettato ne contagia poco più di due. 

CI SI PUÒ AMMALARE DI NUOVO DI CORONAVIRUS?

Infine, sempre nell’elenco degli elementi positivi che fanno immaginare una fine a breve termine della fase critica dell’emergenza sanitaria e della diffusione del virus è il parallelismo con la Sars, la sindrome respiratoria comparsa per la prima volta sempre in Cina nel 2003. Il virus della Sars è stato completamente estinto e, per nostra fortuna, è della stessa famiglia del coronavirus. L’analogo finale è più di una speranza.

Ovviamente, a questo percorso ispirato all’ottimismo si contrappone un altro scenario possibile, e catastrofico. Un peggioramento della situazione, con un aumento molto significativo della diffusione del virus. Qui la differenza può farla l’Africa, dove per fortuna finora il contagio non è arrivato. E non si esclude, dobbiamo davvero auguracelo, che non arrivi mai. In caso contrario saranno guai seri, considerando le condizioni igienico-sanitarie dei paesi africani. Pensate soltanto che il 60 per cento dei contagi avviene attraverso le mani e in diversi paesi manca perfino l’acqua per lavarle. Al momento l’Africa è fuori dal coronavirus e speriamo che non entri mai nel suo campo d’azione. 

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