Le ciliegie, soprattutto le varietà scure, sono associate a effetti positivi sul recupero muscolare, infiammazione e sonno grazie a melatonina e polifenoli. Sono un frutto sano e ricco di acqua, fibre, vitamina C e antiossidanti: da qui il loro effetto protettivo dalle malattie cardiovascolari.
Ma se i benefici delle ciliegie sono indiscutibili, non bisogna lasciarsi andare alla tentazione contenuta nell’antico adagio “una ciliegia tira l’altra”. Come sempre, la saggezza popolare ha un suo fondamento nell’esperienza concreta, quella che poi conta di più a proposito di abitudini alimentari: le ciliegie sono piccole, dolci e facili da mangiare, quindi dopo una viene naturale prenderne subito un’altra.
Ma esagerare può portare a qualche controindicazione, e quindi cerchiamo di stare all’interno dei limiti previsti dalle linee guida su questo frutto.

Per una persona adulta in buona salute, una quantità ragionevole è in genere:
- 150–300 g al giorno, cioè circa 15–30 ciliegie a seconda della dimensione.
Dal punto di vista nutrizionale, una porzione standard di frutta equivale a circa 150 g.
Possono però esserci effetti fastidiosi se si esagera:
- gonfiore o diarrea (per via di fibre e sorbitolo),
- aumento degli zuccheri assunti,
- disturbi intestinali in persone sensibili.
Serve più attenzione se si hanno:
- Diabete di tipo 2
- colon irritabile,
- dieta a basso contenuto di FODMAP,
- problemi renali con restrizioni sul potassio.
Le ciliegie amare o acerbe possono essere più irritanti per l’intestino rispetto a quelle mature.
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